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Home » News » Festa della Toscana 2003

La Regione Toscana ha istituito la Festa della Toscana con la legge regionale 21 giugno 2001, n. 26: la celebrazione si tiene il 30 novembre di ogni anno per ricordare la ricorrenza dell'abolizione della pena di morte avvenuta - per la prima volta al mondo - il 30 novembre del 1786 ad opera del Granduca di Toscana, per affermare l'impegno per la promozione dei diritti umani, della pace e della giustizia, come elemento costitutivo dell'identità della Toscana. La Festa viene celebrata con iniziative e manifestazioni che coinvolgono contemporaneamente ogni località della regione.

Di seguito la dichiarazione congiunta del Presidente della Giunta regionale e del Presidente del Consiglio regionale della Toscana:


L’Unione Europea ha dedicato il 2003 alle persone disabili, quasi 38 milioni, il 10 per cento circa dei cittadini europei. Un argomento di riflessione quasi obbligato per il tema della Festa della Toscana di quest’anno e per una Regione che ha fatto della tutela dei diritti, a partire da quello alla vita, il “filo rosso” destinato a legare ogni iniziativa che richiami i valori di civiltà radicati nella nostra storia e identità.

L’abolizione della pena di morte da parte della Toscana, primo stato al mondo, il 30 novembre 1786, rappresenta la data di riferimento della Festa, ma sostanzialmente il “timone” di ogni nostra riflessione è diretto verso la costruzione di una società più giusta, equa, solidale. La Toscana vuole essere in prima linea anche nell’impegno sociale e nella lotta contro ogni forma di esclusione, di discriminazione, di ingiustizia, come quelle che colpiscono ogni giorno i “diversi”. E “Tutti diversi” è appunto lo slogan della Festa, dedicata ai disabili, passaggio essenziale verso una “Società senza esclusi”. Non si tratta solo di perseguire legittimazioni giuridiche alle nuove politiche di integrazione per i disabili attraverso legislazioni che abbandonano le discriminazioni. Vogliamo che in Toscana si affermi una cultura della disabilità che diffonda il concetto di diversità come elemento essenziale e fondante della condizione umana. Il superamento di una connotazione negativa dell’idea di disabilità e la valorizzazione della diversità come risorsa debbono essere al centro delle nostre riflessioni e del nostro impegno verso una solidarietà attiva ed inclusiva.

I disabili non possono, non devono, essere considerati come degli assistiti. Essi sono soggetti titolari, come tutti, di diritti e doveri da esercitare totalmente e compiutamente nella nostra società. Leggi e norme sono dirette ad abbattere barriere architettoniche, a facilitare l’uso di presidi sociali e culturali, ma la barriera principale, quella che affidiamo alle iniziative in occasione della Festa della Toscana, e che pensiamo debba essere abbattuta, in tutti noi, è culturale. Al concetto di disabilità si associano quasi sempre cliché di disagio, di peso, spesso di insofferenza, oppure, all’opposto, di coraggio, altruismo, eroismo. Stereotipi che devono essere abbattuti. L’integrazione sociale (occupazione, scuole, cultura, trasporti) è al centro degli obbiettivi che ci dobbiamo porre, ma il riconoscimento primario della dignità di persona al disabile viene innanzitutto e implica appunto la lotta ad ogni forma di esclusione e discriminazione. Il rispetto dei diritti umani, la loro promozione anche presso i “diversi”, “tutti i diversi”, cioè, riprendendo lo slogan della Festa, tutti noi, è una delle grandi questioni della società di oggi, in tutto il mondo. Perfino il grande tema della pace, dei valori di umanità e di comprensione reciproca che in questi tempi tormentosi travaglia le nostre coscienze, non ci sembra avere grande respiro se non è accompagnato da una visione di solidarietà e partecipazione civile come quella che comporta assicurare al disabile l’esercizio dei diritti da garantire ad ogni essere umano.
È un altro scatto morale, quello che chiediamo quest’anno ai nostri concittadini di Toscana, in nome di una tradizione di civiltà che può diventare motore di coesione e aggregazione, quando appunto non perde il filo della solidarietà.

Claudio Martini - Presidente della Regione Toscana
Riccardo Nencini - Presidente del Consiglio Regionale della Toscana


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