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Home » News » Alemanno a confronto con i tre storici consorzi toscani

Il Ministro dell'Agricoltura Gianni Alemanno è intervenuto all'incontro con la stampa organizzato a Firenze dai tre storici Consorzi toscani: Vino Nobile di Montepulciano, Chianti Classico e Brunello di Montalcino, dal titolo "Vino - Le grandi denominazioni toscane di fronte alla sfida del cambiamento: controllo, tutela, mercato".

La conferenza stampa ha inaugurato la settimana delle Anteprime dell'ultima vendemmia ed è stata un'occasione importante per parlare di temi di stringente attualità. Al centro degli interventi dei presidenti dei tre Consorzi l'importante incarico, fortemente voluto proprio dal Ministro Alemanno, di controllo dell'intera filiera produttiva dei vini di competenza. I Consorzi ricopriranno quindi il ruolo di garanti della qualità produttiva, con un Piano dei Controlli che permetterà di certificare circa 50 milioni di bottiglie annue, che rappresentano circa il 35% dell'intera produzione a denominazione della Regione Toscana.

Il Ministro Alemanno, dopo aver definito i tre Consorzi l'aristocrazia della qualità e averli posti ai vertici della produzione alimentare italiana, si è associato alle proteste dei produttori che si sono levate nei confronti della Commissione Europea che, stante il voto odierno da parte del Comitato europeo di gestione del vino, potrà modificare il regolamento Ue riducendo drasticamente il livello di protezione sulle denominazioni ed indicazioni geografiche tradizionali (come Vinsanto, Brunello e Nobile di Montepulciano), e ammettendo di fatto la possibilità che prodotti extra UE e con caratteristiche organolettiche completamente diverse si servano di menzioni oggi strettamente ed inscindibilmente legate ai territori di origine.

"Siamo fermamente convinti che le sfide future - sottolinea Alamanno Contucci, presidente del Consorzio del Vino Nobile - si giocheranno sul piano qualitativo e sulla tipicità, da intendersi quale patrimonio di conoscenze culturali, storiche ed umane individuabili all'interno delle denominazioni. Patrimonio di cui richiediamo la massima protezione a livello comunitario, internazionale ed anche nazionale, con scelte che pongano la denominazione al centro di un'azione di sviluppo per le aree tradizionalmente vocate e per le nuove viticolture nazionali".


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