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Home » News » Poeti del vino: due toscani sul podio

Francesco Camerini, 32 anni, di Donoratico (Livorno) e Antonio D’Elia, 29 anni, di Genova, sono i vincitori assoluti, per la sezione adulti e under 30, del “Premio Rabelais”, concorso nazionale di poesia sul vino la cui serata finale si è svolta sabato a Offida (Ascoli Piceno) e che ha visto assegnare inoltre il premio speciale della giuria ad un altro artista toscano, Alessandro Valenti, 46 anni, di Siena.
Antonio D’Elia, 29 anni, ricercatore universitario all’Università di Genova, con il componimento “Attraverso terre incerte” si è aggiudicato il primo premio (targa e assegno di 400 euro) per la categoria Giovani Poeti del Vino (5 finalisti), sezione del “Premio Rabelais” istituita nell’ambito di “Vino e giovani”, campagna nazionale promossa da Ente Vini - Enoteca Italiana (Siena) e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per sensibilizzare le nuove generazioni (18-30 anni) al bere corretto e moderato.
A consegnare il premio ad Antonio D’Elia è stato Fabio Carlesi, Segretario Generale di Ente Vini -Enoteca Italiana, il quale ha sottolineato l’importanza educativa del progetto, che ha coinvolto decine di migliaia di giovani in tutta Italia, e si è augurato che Offida “possa ospitare il Premio Rabelais ancora per i prossimi 50 anni”. Al suo fianco in giuria c’erano i poeti Paolo Ruffilli e Maria Jatosti, Biagia Marniti, Marco Sabellico (Gambero Rosso), Eugenio Rebecchi, Franca Maroni e Nicola Savini.
Francesco Camerini, 32 anni, autore di progetti di scrittura, teatro e cinema per le scuole nella provincia di Livorno, è invece il vincitore assoluto per la categoria adulti del “Premio Rabelais” (11 finalisti): a lui sono andati una targa ed un assegno di 1200 euro per la poesia “C’è un guado”, mentre il premio speciale della giuria, intitolato a Renzo Nanni è stato assegnato ad Al Valenti, 46enne disegnatore umorista senese, per il componimento “Amor diVIno”.
La proclamazione dei vincitori, sabato sera nel corso di una cena di gala all’Enoteca regionale delle Marche a Offida (160 persone a tavola, tra le quali il sindaco Lucio D’Angelo e Luciano D’Agostini, assessore regionale all’Agricoltura, che hanno degustato una selezione di vini marchigiani, dal Falerio alla Passerina, versione brut e passito, al Piceno Rosso Superiore; allietati dall’umorismo involontario di Melanton), che ha fatto seguito all’evento clou nel pomeriggio, presso lo splendido Teatro Serpente Aureo, dove c’è stata la lettura delle poesie vincitrici accompagnata dalle chitarre di Gianfilippo Scarponi e Giorgio Santi.
“Faccio scrivere le poesie ai bambini delle elementari e delle medie - racconta Francesco Camerini, che compone dall’eta di 18 anni e deve il suo rapporto con il vino ad un nonno contadino che dall’Umbria si era trasferito in provincia di Livorno, il quale gli ha insegnato tutti i segreti della vigna, dalla coltivazione al bicchiere -. Credo che il vino sia un tramite tra gli uomini e il trascendente: come Dioniso, dà la possibilità di liberarsi dalle catene del mondo civile e di mettersi in contatto con il mondo naturale. Sono molto contento di avere vinto il primo premio, il livello era molto alto e l’organizzazione mi è sembrata impeccabile”.
“E’ stata una bellissima esperienza. La mia poesia è stata ispirata dalla lettura di una lettera di un condannato a morte della Resistenza - spiega invece Antonio D’Elia -: mi aveva colpito il fatto che questo contadino, figlio di nessuno, quando ha avuto la possibilità di scrivere l’ultima lettera alla moglie, dopo averle dichiarato il suo amore, le raccomanda di badare alla terra che aveva coltivato e al vino, quasi che in qualche modo fossero stati i suoi genitori adottivi. Un messaggio di speranza che ho pensato di trasferire ai migranti e ai diseredati, nel senso di recuperare e rappresentare un po’ il significato del vino come passione per queste persone che usano spesso il vino proprio perché sono senza speranza”.
“E’ stata una soddisfazione grandiosa, sono ancora emozionato - commenta Al Valenti - un riconoscimento per un’opera letteraria è per me una cosa completamente nuova. Nella mia poesia ci sono due personaggi: Tazio, che beve il vino a tazze e Cinizio che invece sorseggia, beve il vino a cin e attraverso il brindisi trova l’amore di una donna. E’ questo il messaggio che vorrei dare ai giovani: il vino è bello se si impara a degustarlo, è il modo migliore per stare insieme e per stare in rapporto con altre persone”.
Tra i cinque poeti del vino under 30 vincitori ex aequo ad Offida, c’era anche Cristina Babino, 28 anni, di Ancona, impiegata nel settore dei beni culturali e collaboratrice di un periodico marchigiano, giunta in finale con la poesia “Arianna dopo Teseo”. “Mi sono ispirata al mito - dice -, in particolare a quando Teseo abbandona Arianna alle Menadi, al circolo delle libagioni di Bacco. Ho voluto evidenziare l’aspetto della carnalità che viene fuori dal vino”.
Gli altri finalisti della sezione Giovani Poeti del Vino erano Gabriele Farina, di Torino, Matteo Lefevre, di Roma e Ludovica Mazzuccato, di S.Martino di Vanezze (Rovigo).
 Oltre Camerini e Valenti, i finalisti categoria adulti, invece, erano Pasquale Balestriere, di Barano d’Ischia (Napoli), Rita Bompadre, di San Ginesio (Macerata), Sandra Cirani, di Genova, Gian Citton, di Feltre (Belluno), Bruno di Giuseppe Broccolini, di Torre del Lago (Lucca), Florindo Di Monaco, di Capua (Caserta), Ivano Mugnaini, di Bargecchia Massarosa (Lucca), Leone Primo, di Corato (Bari), Gianluigi Sacco, di Varzì (Pavia).


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