Palazzo Piccolomini-  link al sito
italiano english Aggiornato a Dicembre 2017
>> Dormire
>> Last minute 16 off.te
- Bed & Breakfast
- Case vacanza
- Agriturismo
- Hotel
- Meublè - Camere

>> Gustare
- Enoteche e bar
- Ristoranti e Osterie
- Cantine

>> Palazzi e musei
- Palazzo Piccolomini

» Resort & Spa
- Etruria Resort & Natural Spa

>> Escursioni guidate
- Cicloposse
- Bluetangos
- Crete di Siena in Moto

>> Autonoleggio
- Il Girasole
- Limousine Service
  Il Girasole

- DG autonoleggio

>> Scuole di Lingue
- Il Sasso

>> Agenzie di incoming
- Terre Toscane

>> Acquisti
- Artigianato
- Prodotti Tipici
- Servizi
- Aziende Agricole

>> Benessere
- Terme di Toscana

>> Shopping Online
- Vino Nobile Shop
- Vini di Toscana
- Crociani
- Contucci
- Il Greppo
- Piazza Grande Wines
- Palazzo Vecchio

>> Territorio
- Eventi
Home » News » Enrico Drei Don? (Agivi) a Siena per ?Vino e giovani? di Enoteca Italiana e Mipa

I vitigni autoctoni esprimono una specificità e una qualità tali da diventare quasi un po’ monopolisti, nel senso che difficilmente possono essere riprodotti in paesi nuovi, con meno storia e tradizione del nostro: puntare su questi vitigni, come noi facciamo ormai da anni, trovare il modo e un messaggio efficaci per proporli sul mercato, che dia un’immagine unitaria anche in termini di comunicazione, credo rappresenti una sfida decisiva per la tutela del proprio lavoro e della identità del Vigneto Italia”.
Enrico Drei Donà, 31 anni, romagnolo, presidente dell’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani (Agivi) lancia da Siena un invito all’unità del mondo dei manager del vino under 40 - ma non solo - nel nome dei vitigni autoctoni, della difesa dell’identità del territorio e dell’esigenza di fronteggiare “con uno slogan univoco la dispersione in mille rivoli delle micro-doc italiane, che all’estero devono fare i conti con paesi che hanno meno specificità, ma hanno invece un grande impatto comunicativo”.
L’occasione per anticipare, tra l’altro, i temi del prossimo Forum Agivi, in programma a gennaio con Unavini e che avrà per titolo “Quale comunicazione per il Vigneto Italia?”, l’altra sera nei locali della Fortezza Medicea di Siena, sede dell’Ente Vini - Enoteca Italiana, per l’incontro del ciclo “Le Sublimazioni”, intitolato “Tradizione e modernità. I vitigni autoctoni secondo i giovani produttori”, organizzato nell’ambito della campagna nazionale “Vino e giovani” promossa da Enoteca Italiana e Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per sensibilizzare le nuove generazioni (18-30 anni) al bere corretto e moderato, della quale l’Agivi è partner ufficiale assieme al Comitato Programma Interregionale Comunicazione ed Educazione Alimentare e Università degli Studi di Siena.
L’associazione guidata da Drei Donà, che conta 110 giovani imprenditori tra 18-40 anni, a capo di aziende che rappresentano circa 14mila ettari di vigneto specializzato in Italia, ha proposto una triplice degustazione guidata di vini da vitigni autoctoni dal nord al sud del nostro paese.
Di fronte ad un foltissimo pubblico di giovani e donne, Guido Folonari, amministratore unico de “L’Illuminata”, 37enne rampollo di una delle famiglie storiche del vino d’Italia, ha presentato una Barbera d’Alba Doc 2001 affinata in barrique a testimonianza del grande rilancio in atto di “questo vitigno che sta trovando una nuova identità e nuove interpretazioni”.
Enrico Drei Donà, il cui obiettivo è quello di raggiungere quota 170 associati nel prossimo triennio e che in Toscana può fare affidamento, tra gli altri, sui “giovani” delle famiglie Antinori e Avignonesi, ha invece proposto in degustazione un vino Sangiovese di Romagna Doc Pruno 2000. “La Toscana ha dato fama mondiale a questo vitigno ,che la Romagna produce in grandi quantità”, ha detto Drei Donà, il quale ha tracciato un excursus storico della viticoltura romagnola, ricordando le importanti ricerche clonali e i cloni di Sangiovese prodotti in questa zona.
Il terzo vino presentato al pubblico dei degustatori delle “Sublimazioni”, un uditorio attento, curioso e prodigo di domande, è stato il Salento Igt Quarantale di Damiano Calò dell’azienda leccese Rosa del Golfo, un vino di alta qualità prodotto solo in pochissime annate da vitigni Negroamaro (70%), Primitivo e Aglinico. A fare gli onori di casa, Roberto Bruchi, presidente della Commissione di assaggio Ente Vini - Enoteca Italiana e direttore di Aprovito, l’Associazione produttori vitivinicoli toscani.


DALL'ARCHIVIO
di Infotuscany.com

 

<< back


 


Copyright 2002-2017 InfoTuscany.com