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Home » News » PMI, anno difficile e incertezza per il futuro

Situazione attuale di difficoltà e previsioni negative per il 2005. E’ un quadro non roseo quello che emerge dall’indagine congiunturale del secondo semestre 2004 delle PMI della provincia di Siena e della Valdelsa fiorentina svolta su un campione di oltre cento imprese. A pesare sono il caro euro rispetto al dollaro che frena le esportazioni, le economie emergenti a competizione sfalsata, non c’è soltanto la Cina ma adesso anche la Turchia, e il calo forte della domanda interna. A questi si deve aggiungere l’aumento elevato delle materie prime, la mancanza di crescita di competitività e l’aumento dei costi del lavoro.
«Fino ad oggi – ha detto il presidente di Api Siena, Massimo Verdiani durante la conferenza stampa di presentazione dell’indagine semestrale cui erano presenti il direttore Aviano Savelli e i membri di giunta di Api Siena, Alessio Salvadori, Alberto Flori, Giorgio Scheggi, Piero Tanzini, Lorenzo Giotti, Avisiano Pellegrini e Filippo Carli – piccolo era bello. Adesso ci sono delle difficoltà ma occorre trovare soluzioni in quanto le piccole e medie imprese rappresentano la nostra realtà».

Per uscire, anche se il 2005 non viene visto come l’anno della ripresa, qualcosa si può fare. «Occorre – ha continuato Verdiani – recuperare il potere di acquisto che consentirà di rilanciare gli acquisti e quindi l’economia. E occorrono anche misure meno tenui di quelle attuali come la riduzione delle aliquote. Il Governo deve scommettere con piani industriali».

Il quadro generale
La situazione economica delle PMI della Provincia di Siena e di Comuni limitrofi ad essa correlata, si presenta in questo scorcio di 2004, come caratterizzata da uno sviluppo «a macchia di leopardo», ovvero non generalizzata per tutti i comparti produttivi, ma addirittura può cambiare vistosamente da segmento a segmento nello stesso settore. Attualmente esiste una congiuntura di grande incertezza complessiva, mitigata comunque dal consolidamento di alcuni settori, come il Legno/Arredamento e l’Edilizia, e dall’espansione dell’Agroalimentare, con l’eccezione comunque significativa del comparto vitivinicolo che segna il passo in particolare per il super euro. Preoccupazione invece per il metalmeccanico, che mostra evidenti tracce di recessione e per la prima volta un affanno generalizzato.

Fatte salve le doverose eccezioni il quadro si presenta incerto, sul piano degli investimenti, su quello dell’occupazione, e soprattutto delle prospettive future, un dato che non si era mai registrato.

Le Piccole e Medie Imprese rappresentano circa il 90 per cento dell’intero comparto produttivo della provincia di Siena e della Valdelsa fiorentina. E’ per questo che qualsiasi politica che intenda dare risposte ai problemi che andremo ad evidenziare non può prescindere da questo dato.

Metalmeccanico
Gli investimenti del settore Metalmeccanico indicano già in prima battuta una situazione di crisi: di tutte le aziende intervistate, solo il 60 per cento ha fatto investimenti, il dato peggiore di tutti i settori produttivi finora coinvolti nell’indagine. Ben il 40 per cento degli imprenditori non ha fatto e né intendere fare nel prossimo semestre il minimo investimento, né è in grado di assumersi il peso di progetti innovativi e di più ampio respiro, che non abbiano un tangibile riscontro economico nell’immediato.

La tendenza è quella della stabilità, con propensione al peggioramento. Sei mesi di stabilità significano per il 65 per cento degli intervistati che non c’è stato alcun fermento positivo degli ordinativi e che nella migliore delle ipotesi non si perderanno nell’immediato ulteriori clienti. Solo un 20 per cento degli intervistati ha visto salire la domanda sul mercato interno, nemmeno il 15 per cento sul mercato estero. Tutto questo può essere definito senza mezzi termini come stagnazione.

Legno e Arredamento
E’ nel settore Legno e Arredamento che si sono registrati i maggiori investimenti in particolare in macchinari e impianti per coprire il gap con la concorrenza, soprattutto estera, riscontrabile principalmente nel comparto della subfornitura. Investimenti importanti sono stati fatti anche per quello che riguarda l’informatica, e le consulenze.

Per quanto riguarda le previsioni per il prossimo semestre si intravede, un lieve segnale di ripresa: il 37 per cento degli intervistati si dichiara moderatamente ottimista, mentre il 25 per cento farà nuove assunzioni e nuovi investimenti.

Edilizia
Anche il settore Edile ha operato investimenti, principalmente sul versante dei macchinari e degli impianti (95 per cento degli intervistati), anche se alcune ditte più strutturate hanno investito in immobili. Per questo settore, forse più di ogni altro, l’innovazione rimane un traguardo difficile da raggiungere.

La situazione viene considerata stabile da tutti gli intervistati, dato confermato dagli ordinativi dell’ultimo semestre, sostanzialmente invariati, anche se dopo un biennio di espansione il settore comincia ad accusare una congiuntura generale sfavorevole, che ne rischia di limitare la crescita.

In questo settore fattori di rischio sono la contrazione dei consumi e la concorrenza spietata di ditte irregolari, nelle quali l’utilizzo del lavoro nero non è più l’eccezione ma la regola. A ciò si deve aggiungere un rincaro delle materie prime, che in alcuni casi come l’acciaio ed il ferro ha toccato punte del 45 per cento.

Per quanto riguarda infine le previsioni del prossimo semestre siamo di fronte ad una situazione di grande stabilità, anche se non sono previste né assunzioni, né nuovi significativi investimenti.

Agroalimentare
Il settore Agroalimentare ha investito  quasi esclusivamente in macchinari e impianti, di altissimo livello tecnologico, e informatica. Significativo in questo settore il ricorso alle consulenze esterne, riguardanti la qualità (anche ambientale), ed il marketing strategico.

Sul versante dell’innovazione e della ricerca, tutti gli intervistati lamentano risorse finanziarie insufficienti ai progetti di crescita, ed una seria mancanza sul territorio di figure professionali che abbiano la capacità di seguire le imprese su questo percorso.

Se osserviamo la situazione economica dell’ultimo semestre, viene percepita come stabile, con leggeri segni di miglioramento per i settori tradizionali e di nicchia.

Questo dato si evidenzia dall’analisi delle esportazioni e dagli ordini del mercato interno, ambedue in leggera crescita per tutti gli intervistati. Eccezioni in tal senso si riscontrano in alcuni ristretti ambiti del settore vitivinicolo.

Per il prossimo semestre le previsioni degli imprenditori sono di sostanziale parità rispetto al precedente. Aumenterà di poco (7 per cento) il livello occupazionale, e rimarrà invariato il volume degli investimenti da effettuare rispetto al passato semestre.

Plastica/Chimica, Tipografici
Prendendo in esame gli altri comparti produttivi, occorre segnalare la sostanziale tenuta del settore Plastica/Chimica. Molti gli investimenti effettuati (soprattutto in macchinari e impianti), e tutti ad alto livello tecnologico. Il 60 per cento degli intervistati si dichiara moderatamente soddisfatto del semestre in corso, e nutre speranze di ripresa e consolidamento per il prossimo. Solo il 10 per cento teme un calo degli ordinativi, per la concorrenza dei paesi emergenti nel comparto della subfornitura e della produzione di beni di consumo di fascia medio/bassa. Pesa comunque per tutti il rincaro della materia prima, che ha seguito quello del petrolio.

Ordinativi in lieve incremento per il settore Tipografico/Editoria, dato destinato secondo gli intervistati a perdurare nel prossimo semestre.


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