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Home » News » Mostra fotografica del Tupac Amaru dove si lotta per il diritto alla vita

L'Associazione internazionale Solidarietà in movimento, l'Associazione studentesca Azione Democratica e la Congregazione delle suore domenicane di S. Sisto hanno organizzato in Siena presso il Chiostro di S. Cristoforo, la mostra fotografica per documentare la difficile situazione dell'insediamento umano di Tupac Amaru, oltre la periferia di Lima in Perù, con il patrocinio della Provincia di Siena. Tutto ha avuto origine da un periodo di lavoro svolto insieme alle suore missionarie di S. Sisto nel quale il missionario laico Sergio Pinciani ed il fotografo Maurizio Grisa hanno registrato questa realtà attraverso un servizio fotografico. L’obiettivo della mostra è stato quello di raccogliere fondi con i quali poter restaurare un certo numero di baracche particolarmente malsane riparando soprattutto i tetti in teli di plastica, sostituendoli con materiale adeguato e fare gettate di cemento sui pavimenti ancora in terra battuta, per isolare la baracca stessa dall’umidità. Sono stati raccolti fondi anche per effettuare lavori di carpenteria, panetteria e cucitura. L’Associazione cerca anche volontari desiderosi di fare un'esperienza di lavoro fra i baraccati di Tupac Amaru. La mostra, che è stata proposta a Siena, dal 18 al 25 dicembre, ora sarà allestita nuovamente in Umbria, a Paciano, nella sala ex cinema, dal 23 gennaio 2005.

 

Sergio Pinciani, presidente dell'Associazione Solidarietà in Movimento, presentando la mostra a Siena, ha sottolineato come «La città di Siena ha risposto in maniera generosa e favorevole a certe sollecitazioni contribuendo in maniera determinante, ad esempio, a creare molti laboratori nel dispensario diocesano di S. Elena de la Cruz». Fra l'altro, di recente, anche la Fondazione del Monte dei Paschi di Siena ha stanziato 30.000 euro per l'acquisto di un apparecchio di radiologia che servirà per diagnosticare e curare le malattie polmonari molto diffuse in quella regione. “La solidarietà salverà il mondo” ha affermato Pinciani all’inaugurazione della mostra “non rimane altro che farsi strumenti di questa strategia di salvezza”.

                           

«Non è facile spiegare che cosa sia Tupac Amaru nella lingua Italiana – afferma il missionario laico Sergio Pinciani - non è un quartiere di una città e non è un paese, in lingua castigliana è definito "asientamento  umano" il fatto certo è che ciò costituisce una comunità ove vivono 10.340 persone provenienti dai villaggi interni del Perù come Huancavelica, Huancayo, Cuzco, Duno, ecc. Il Tupac Amuru si trova nell’estrema periferia di Lima, attiguo ad un quartiere cittadino che si chiama Los Portales. Questo insediamento fu fondato il 13 maggio 1989. Trecento famiglie presero possesso dell'area occupandolo il 13 ottobre 1990. Attualmente è diviso in otto zone in un totale di 1117 lotti di abitazione. E’ stata l’esperta macchina del fotografo Maurizio Grisa a consentire a molti di conoscere questa realtà nata da una situazione socio politica peruviana molto difficile, ma comune a molti paesi del sud e centro America».

 

«Chi conosce anche superficialmente la geografia del Perù – prosegue Pinciani - sa che esso è diviso in tre aree ben distinte: la prima una stretta fascia di pianura lungo la costa Pacifica, la seconda è costituita dalla grande cordigliera delle Ande e la terza dalla foresta Amazzonica. L’economia Peruviana non presenta risorse tali da creare molti posti di lavoro, per cui al di là di una quantità non rilevante di campesinos che si adattano ad una economia di sussistenza, molte famiglie non riescono a recuperare neanche il misero reddito per sfamarsi. A questo punto non si può definire se sia la forza della disperazione o il miraggio di una speranza di vita, a condurre queste popolazioni verso le grandi periferie delle città. E qui, la debole speranza si infrange negli scogli di difficoltà che si chiamano insediamento abusivo, mancanza di lavoro e quindi di un reddito e della casa. Ma il primo obiettivo che si pongono è la creazione di un luogo ove poter dormire. La maggior parte delle persone non hanno risorse economiche, molti di essi non hanno un lavoro.

Ci sono bambini orfani, anziani abbandonati, mamme anche abbandonate dai loro mariti. Le sorelle domenicane di S. Sisto stanno aiutando moltissime di queste persone dandogli da mangiare attraverso un'arrangiata mensa, anche se adesso gli aiuti della Caritas Internationalis non ci sono più per una incomprensibile volontà del governo peruviano. Ci sono parecchie famiglie che abitano in capanne di cartone. Nei bambini la denutrizione è la prima causa di diarrea e della bronchite e gli anziani sono quasi tutti malati, di solito delle malattie della pelle».

«A Tupac Amaru – prosegue Pinciani - si è lottato molto per affermare il diritto a vivere. Il racconto di alcuni abitanti fatto ai volontari dell’associazione solidarietà in movimento è stato appassionante, perché Tupac Amaru è stato per molto tempo cinto d’assedio dalla polizia e dall’esercito peruviano, ma la determinazione dei suoi abitanti ha prevalso sulla volontà degli apparati di potere che avevano deciso di cacciare questi uomini da questo impervio appezzamento di Terra. Si sono costruite baracche molto precarie, scavando nella roccia e non solo, ma la loro grande coesione ha dato loro la forza di contrattazione verso il sindaco di Lima, sino ad ottenere la creazione delle fogne. Ci sono scuole piccole fatte di materiali di recupero in cui studiano 1.200 giovani e bambini».

 

Molte sono le realtà del Centro e Sud America nelle quali operano le suore ed i frati domenicani. In quella del Peten, dipartimento del Guatemala, ad esempio, esistono le missioni di S. Elena de la Cruz e Nostra Signora del Los Dolores nelle quali l'opera trentennale dei religiosi e religiose ha dato un impulso notevole nel creare ospedali, scuole, asili, orfanotrofi e quant'altro di utile per la promozione umana di quelle popolazioni.

 


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