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«Nel nostro piano strutturale viene escluso qualsiasi nuovo ‘consumo’ di territorio. Tutta l’attività edilizia si svolge all’interno del perimetro urbano con azioni di recupero e riqualificazione e con pochissime nuove edificazioni, corrispondenti per lo più a interventi di ricucitura nelle aree periferiche». Sono queste le linee guida che caratterizzano il piano strutturale di Poggibonsi e che sono state presentate del sindaco Luca Rugi alla Festa della Geografia organizzata dalla Regione nell’ambito delle giornate dell’Ambiente e del Territorio e che si è svolta nei giorni scorsi a Firenze. Un piano «sostenibile» con poche regole ma chiare, netta prevalenza delle azioni di recupero e tutela delle zone rurali, incentivi per la qualità del costruire.

«Il nostro – ha detto il sindaco – è praticamente un piano di nuova generazione che ha già avuto tre anni pieni di gestione e verifica». Con un procedimento avviato nel 2000 con i primi accordi pianificazione, «il piano strutturale ha seguito un progetto guida realizzato da un gruppo di progettisti coordinati dall’architetto Giancarlo De Carlo. Il piano è diventato un’occasione di ‘sperimentazione’ insieme alle strutture tecniche regionali».

Adottato nel luglio 2001 e definitivamente approvato a gennaio 2002, il piano strutturale ha dettato le basi del regolamento urbanistico che ne attua indirizzi e obiettivi.

«Uno degli aspetti – continua Rugi - è la netta prevalenza delle azioni di recupero. Gli interventi di nuova edificazione, infatti, non superano il 15 per cento del totale previsto e la parte del leone viene fatta dalle ristrutturazioni urbanistiche che, in particolare nel capoluogo, prevedono la riqualificazione di tutta una serie di comparti dove sono ancora presenti immobili ex produttivi. Questi comparti costituiscono oltre l’80 per cento delle nuove abitazioni, complessivamente un migliaio di appartamenti. Da sottolineare come il 50 per cento dell’area su cui si costruisce sia destinato a posteggi, verde, piazze e altre funzioni pubbliche».

I primi risultati concreti sono stati il recupero della ex Smalteria Toscana e della Vannini e Capperucci, nella zona di via Senese, mentre stanno per iniziare gli interventi.

Poggibonsi ha anche un importante patrimonio rurale che viene salvaguardato grazie anche all’esclusione di previsioni di nuova edificazione. «Quello che abbiamo fatto – spiega Rugi – è stata la schedatura e la classificazione di tutto l’esistente in modo da garantire le caratteristiche della tipologia degli edifici anche nel caso di recuperi».

Ma la vera innovazione, da un punto di vista tecnico, del piano strutturale e del regolamento urbanistico sono le regole, poche ma chiare.

«L’elemento di novità – continua Rugi – ma anche di efficacia si è rivelato l’intuizione di passare dai tradizionali parametri quantitativi con indici prevalentemente volumetrici a parametri qualitativi. In pratica oggi si indicano soltanto la superficie utile abitabile e il numero dei piani fuori terra. Il resto è lasciato alla libera progettazione». «Per i cittadini questi vantaggi si traducono in possibilità di non pagare, nel costo dell’abitazione, lo spessore dei muri o gli spazi accessori».

Il piano, infine, prevede incentivi per la qualità del costruire. Sono state individuate 39 azioni divise in cinque gruppi che vanno dalla qualità dell’architettura, alla qualificazione ecologica, alla bioedilizia, alla bioclimatica per arrivare alla riduzione del consumo delle risorse.


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