Palazzo Piccolomini-  link al sito
italiano english Aggiornato a Dicembre 2017
>> Dormire
>> Last minute 16 off.te
- Bed & Breakfast
- Case vacanza
- Agriturismo
- Hotel
- Meublè - Camere

>> Gustare
- Enoteche e bar
- Ristoranti e Osterie
- Cantine

>> Palazzi e musei
- Palazzo Piccolomini

» Resort & Spa
- Etruria Resort & Natural Spa

>> Escursioni guidate
- Cicloposse
- Bluetangos
- Crete di Siena in Moto

>> Autonoleggio
- Il Girasole
- Limousine Service
  Il Girasole

- DG autonoleggio

>> Scuole di Lingue
- Il Sasso

>> Agenzie di incoming
- Terre Toscane

>> Acquisti
- Artigianato
- Prodotti Tipici
- Servizi
- Aziende Agricole

>> Benessere
- Terme di Toscana

>> Shopping Online
- Vino Nobile Shop
- Vini di Toscana
- Crociani
- Contucci
- Il Greppo
- Piazza Grande Wines
- Palazzo Vecchio

>> Territorio
- Eventi
Home » News » Premio Barsanti e Matteucci

Pietrasanta - sabato 28 maggio, alle ore 17.00 la Città di Pietrasanta rende omaggio a Padre Eugenio Barsanti
e alla sua rivoluzionaria invenzione: il motore a scoppio. Fra gli ospiti, Graham Gauld, scrittore e storico di Formula1, Philip Ruffles, ideatore del motore TRENT impiegato sul nuovo Airbus A 380 e Stefano Iacoponi, Presidente del Centro Ricerche Fiat.


Difficile immaginare l’evoluzione della società contemporanea senza la grande invenzione di Padre Eugenio Barsanti e di Felice Matteucci: il motore a combustione interna.


Con le sue infinite applicazioni il motore a scoppio, come comunemente è noto, ha accorciato le distanze, diminuito le fatiche, mutato il rapporto uomo natura, agevolato e sviluppato la comunicazione, segnato profondamente la cultura moderna. Ancora oggi il motore di Barsanti e Matteucci, attraverso innumerevoli adattamenti e perfezionamenti, continua a muovere auto, aerei, imbarcazioni e macchinari, ad essere al centro di dibattiti e di ricerche scientifiche. Nonostante la portata rivoluzionaria dell’invenzione, il motore non ebbe immediati impiego e diffusione; soltanto ai primi del Novecento, con la nascita delle grandi aziende automobilistiche: in Italia la Fiat, la Lancia e l’Alfa, in Germania la Mercedes-Benz, negli Stati Uniti la Ford, e il sempre più disparato utilizzo nel settore produttivo, fu evidente la straordinaria innovazione introdotta. Se ci vollero almeno trent’anni di sperimentazioni prima di arrivare all’opportuna valorizzazione del motore, ce ne sono voluti ben centocinquanta per tornare a parlare di un’altra pionieristica intuizione di Barsanti: l’uso dell’idrogeno come combustibile. Pur se questo, forse,  potrebbe segnare l’inizio di una nuova era.


E’ curioso osservare come Padre Eugenio Barsanti, uomo di fede, in una missiva indirizzata a Papa Pio IX, si interrogasse sulla possibilità che la sua scoperta allontanasse gli uomini dalla preghiera. Capiva, effettivamente, che la sua invenzione avrebbe cambiato il mondo.


In omaggio allo straordinario contributo portato alla scienza e allo sviluppo tecnologico da Padre Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, il Comune di Pietrasanta, città natale del Padre scolopio, ha istituito e promuove ogni anno il “Premio Internazionale Barsanti e Matteucci”, giunto alla sua VI edizione. Del prestigioso riconoscimento vengono insigniti personaggi che si siano distinti a livello internazionale per meriti scientifici o sportivi nel campo dei motori. Il prossimo 28 maggio sarà consegnato il Premio 2005.


Il Premio
Il Comune di Pietrasanta, per rendere omaggio al grande inventore Padre Eugenio Barsanti che a Pietrasanta è nato e vi ha compiuto i primi studi, ha istituito il Premio Internazionale Barsanti e Matteucci, giunto quest’anno alla sesta edizione. Ogni anno il prestigioso riconoscimento viene assegnato da un comitato tecnico scientifico di cui fanno parte note personalità del mondo accademico, a quanti, in Italia e all’estero, continuino l’opera di ricerca e miglioramento del motore attraverso apporti scientifici o imprese sportive, con viaggi di esplorazione e scoperta. Nella filosofia del Premio, sono protagonisti della storia e dell’evoluzione del motore, infatti, non soltanto coloro che lo hanno ideato, ma anche coloro che con i più disparati mezzi hanno compiuto, grazie al motore, memorabili imprese umane. Nel 2000 il premio è stato assegnato a Stefano Iacoponi, Presidente del Centro Ricerche Fiat, nel 2001 al pluricampione mondiale di motociclismo Giacomo Agostini, nel 2002 al direttore tecnico della Rolls Royce Philip Ruffles, nel 2003 all’astronauta Maurizio Cheli con riconoscimento speciale a Jessica Kite della NASA, nel 2004 a Paolo Martinelli, direttore sezione Motori della Ferrari Gestione Sportiva.


La manifestazione, che si svolge in collaborazione con il Rotary Club Viareggio-Versilia, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana ed è stato onorato con due medaglie d’argento ed una d’oro dallo stesso Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Il testamento spirituale e la consapevolezza di Padre Eugenio Barsanti
In una lettera scritta a Papa Pio IX nel febbraio del 1864, nell’imminenza del suo viaggio per Seraing e poco prima di morire, Padre Barsanti chiedeva la benedizione apostolica e, nel parlare della sua invenzione, lasciava trasparire una preoccupazione: aveva fatto sì qualcosa di utile per il bene degli uomini, ma quella macchina messa a loro disposizione avrebbe potuto distrarli sempre più dalla vita contemplativa. Sembrava quasi chiedere di non venire incolpato per i “guai” che un uso indiscriminato ed incontrollato del motore avrebbe potuto causare. Capiva che la sua invenzione avrebbe cambiato il mondo.

La nascita e la storia del motore a scoppio
Le prime idee di una macchina che utilizzando l’esplosione di una miscela gassosa provocata da una scintilla elettrica potesse produrre una propulsione continua in modo più pratico della macchina a vapore, vennero nel 1843 al giovanissimo Padre Eugenio Barsanti, mentre effettuava con i suoi allievi esperienze sulla pistola di Volta. Appena ventenne, Padre Barsanti, nato a Pietrasanta il 12 ottobre 1821, già insegnava matematica, fisica e filosofia al Collegio di San Michele a Volterra. Furono anni di importanti esperimenti e di fondamentali osservazioni scientifiche che nel 1851, trasferitosi a Firenze, grazie alla collaborazione con l’ingegnere e fisico lucchese Felice Matteucci, cominciò a mettere in pratica. Nel 1853 i risultati delle sperimentazioni eseguite con un apparato cilindrico all’interno del quale scorrevano due stantuffi contrapposti furono accuratamente descritti dai due inventori e presentate in un plico chiuso all’Accademia dei Georgofili di Firenze. Fu dunque realizzato un prototipo di motore completo e funzionante, gravio - atmosferico ad azione differita. Il combustibile impiegato era l’idrogeno, di cui oggi si torna a parlare come risorsa per il futuro. Tale motore funzionò soltanto in via sperimentale. Il secondo motore fu costruito nel 1856: fu messo in funzione presso le officine della Ferrovia Maria Antonia a Firenze, trasmetteva un movimento sufficientemente regolare ad una forbice e ad un trapano. Si tratta del primo esempio di applicazione di un motore a scoppio per l’azionamento di macchine utensili. Questo motore, a due cilindri interdipendenti, era stato costruito conformemente alla descrizione del primo brevetto inglese del 13 maggio 1854. Nel 1858 fu costruito dalla fonderia Calegari di Livorno un motore della potenza di 20 cavalli. La macchina era ad un solo cilindro dotato però di due stantuffi principali contrapposti. Fu costruito per essere impiegato nella motonavigazione, ma a causa dell’insoddisfazione dei due inventori non fu mai usato. Sempre nel 1858 fu costruito un nuovo motore, dalla ditta Pietro Benini, bicilindrico, a stantuffi concorrenti. Tale realizzazione piacque molto e Barsanti e Matteucci che decisero di costituire una società per lo sfruttamento su larga scala dell’invenzione: si chiamò Società Anonima del Nuovo Motore Barsanti e Matteucci. Nel 1861 fu costruito un terzo motore a stantuffi contrapposti della potenza di 12 cavalli, la cui realizzazione fu affidata all’officina Wyss & Co. di Zurigo. Esposto alla prima Esposizione Italiana tenutasi a Firenze in quello stesso anno, ottenne un grande successo. Questo motore annovera Barsanti e Matteucci come i primi realizzatori di motori a stantuffi contrapposti ad azione diretta: la soluzione sarà poi ripresa e migliorata da altri. L’ultimo motore ad un solo cilindro verticale, ad azione differita e della potenza di 4 cavalli, risale invece al 1863: fu costruito dalle officine Bauer & Co. di Milano. Realizzava la descrizione del brevetto francese del 9 gennaio 1858. Il successo ottenuto da questo motore e le numerose richieste giunte da industriali italiani e stranieri indussero gli inventori, in accordo con la Società, ad iniziarne una diffusione su vasta scala. Proprio quando alle Officine Cockerill, a Seraing, in Belgio, Padre Barsanti stava avviando la produzione in serie, colpito da un attacco di tifo il 19 aprile 1864 morì. Ebbe così termine il suo progetto, non l’evoluzione del suo motore che nei successivi trent’anni conobbe modifiche, talvolta regressi, varianti, ritocchi, fino ad un’applicazione diffusa e di massa con i mezzi più disparati. Ampio fu l’utilizzo del motore per il funzionamento dei macchinari nelle officine e nei laboratori o per la locomozione dei natanti. Agli inizi del 1900 nacquero le prime industrie automobilistiche: nel 1899 venne fondata la FIAT, nel 1900 la Mercedes-Benz, nel 1906 la Lancia e l’Alfa. Negli Stati Uniti dal 1908 venne prodotto da Henry Ford il famoso modello T applicando per la prima volta la catena di montaggio. Nello stesso periodo il motore a scoppio consentì all’aviatore tedesco Ferdinand von Zeppelin la realizzazione del primo grande dirigibile a struttura rigida. Dai suoi importanti studi di aerostatica il passo dal dirigibile all’aeroplano fu breve.


Probabilmente una non adeguata protezione dei brevetti fece sì che la paternità del motore a scoppio sia stata spesso assegnata ad altri inventori. Studi approfonditi hanno definitivamente dimostrato la priorità di Barsanti e Matteucci nei confronti di Lenoir, Otto e Langen. Il motore del meccanico francese Lenoir fu brevettato il 24 gennaio 1860, il motore dei tedeschi Otto e Langen, fece la sua trionfale apparizione all’Esposizione Universale di Parigi del 1867, ottenendo la medaglia d’oro. Si trattava di una copia piuttosto fedele del motore dei due italiani, ne sfruttava i principi base del funzionamento e ne riproduceva gli accorgimenti tecnici. Con gli apporti di Daimler nel 1883 e di Diesel nel 1892, il motore era ormai lanciato alla conquista della società moderna.


Il programma della giornata
La cerimonia di consegna del premio si terrà sabato 28 maggio, alle ore 17.00, presso il Chiostro di Sant'Agostino a Pietrasanta (ingresso libero). Dopo i saluti del sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni e di padre Dante Sarti, presidente della Fondazione Osservatorio Ximeniano di Firenze, il giornalista, scrittore e storico di motori da corsa, Graham Gauld, biografo, tra gli altri, di Jim Clark e Jackie Stewart, terrà un’accattivante dissertazione sul tema “Motor Racing and the internal Combustion Engine”. Interverranno alla premiazione anche Stefano Iacoponi, Presidente del Centro Ricerche Fiat, già insignito nel 2000 del Premio Internazionale Barsanti e Matteucci, e Philip Ruffles, premiato 2002, ideatore dei motori Rolls Royce, meglio conosciuti come Trent, utilizzati anche sul nuovissimo Airbus A 380, il più grande aereo civile al mondo, in uso dal 2006. Quindi il presidente della manifestazione Vittorio Pasquini consegnerà il VI Premio Internazionale Barsanti e Matteucci.


Ufficio Stampa: Ku.ra, Rosi Fontana – tel. 050-9711343, fax 050-9711317


e-mail: info@rosifontana.it  -  cartella stampa online su: www.rosifontana.it


 



Premio Internazionale Barsanti e Matteucci - Palazzo Comunale, Piazza Matteotti 29 –  55045 Pietrasanta (LU) tel. 0584 795217   fax. 0584 795269 e-mail: segreteria.sindaco@comune.pietrasanta.lu.it - info@premiobarsanti.it


 www.comune.pietrasanta.lu.it - www.premiobarsanti.it


 


DALL'ARCHIVIO
di Infotuscany.com

 

<< back


 


Copyright 2002-2017 InfoTuscany.com