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Home » News » L?ultima tappa 2004-2005 della campagna nazionale di Enoteca Italiana (Siena) e

Si chiama “Girodivino” il gioco in Internet (www.vinoegiovani.it) per imparare i segreti di questa bevanda, presentato ieri mattina alla facoltà di Agraria dell’Università di Perugia nell’ambito di “Vino e giovani” la campagna nazionale di Enoteca Italiana (Siena), Mipaf e Regione Umbria, per sensibilizzare i ragazzi tra 18-30 anni ad un consumo corretto e moderato dei nettari dei territori italiani. In Umbria sono 17mila gli ettari coltivati a vite, per una produzione di circa un milione di ettolitri, oltre un terzo dei quali - circa 370mila - di qualità certificata, Doc e Docg. Una realtà, quella vitivincola umbra - sottolineano all’Assessorato regionale Agricoltura e Foreste, guidato da Carlo Liviantoni, tra i sostenitori dell’iniziativa - che negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante e che oggi può vantare un “pool” di aziende leader e prodotti di eccellenza, frutto di una politica mirata alla ricerca costante della qualità. E di qualità, mercato e “percezione” del prodotto vino (in base ai risultati di uno studio sui consumatori under 30 realizzato da Enoteca Italiana ed elaborato da Angela Mengozzi, ricercatrice dell’ateneo di Siena) - si è discusso nel corso della tavola rotonda “Vino e giovani: un progetto per conoscere, dire e fare”, moderata dalla giornalista Giovanna Grieco, alla quale ha preso parte, tra gli altri Francesco Pennacchi, preside della facoltà di Agraria. “Il tentativo di legare il territorio e il vino alla formazione e alla educazione alimentare delle nuove generazioni - ha detto Pennacchi - sembra stia dando i suoi frutti. La cultura del territorio è un fattore di successo non solo per gli imprenditori, ma per tutta la comunità”. Fabio Carlesi, Segretario Generale di Enoteca Italiana, ha tracciato il bilancio di “Vino e giovani” che dal 2003 al 2005 ha coinvolto direttamente 25mila giovani tra 18-30 anni in dieci università, mentre sono stati 150mila i contatti registrati sul sito vinoegiovani.it, sul quale sono attivi anche un corso di formazione a distanza - frequentato da oltre 3500 “studenti” online -, un questionario web, e ora anche “Girodivino”, una sorta di gioco dell’oca applicato alle conoscenze enologiche. Il presidente di Enoteca Italiana, Flavio Tattarini, ha ricordato che “Vino e giovani” è stato addirittura esportato oltralpe, con un’iniziativa realizzata in Francia, a testimonianza dell’efficacia del progetto nazionale che, purtroppo - ha sottolineato Enrico Drei Donà, presidente Agivi, l’associazione dei giovani imprenditori viticoli italiani - non pare destinato a ricevere nuovi finanziamenti ministeriali. Il dibattito, piuttosto animato e ricco di interventi dal pubblico, ha toccato molti fronti. Compreso quello legato ai rischi dell’abuso. “Il vino, come tutti gli alimenti, se preso in eccesso diventa patologico - ha argomentato Rosa Bianco Finoacchiaro, coordinatrice del Programma Interregionale Comunicazione ed Educazione Alimentare, che coinvolge 5 milioni di bambini italiani e nel cui alveo è incardinato “Vino e giovani”-, credo che i giovani possano avvicinarsi a questa bevanda con consapevolezza, con una dimensione di socialità”. “Una bevanda trasversale nella nostra storia - ha definito il vino, Egeria Di Nallo, direttore del Dipartimento Scienze della Comunicazione della Università di Bologna -: la birra, al contrario, c’entra molto poco con la nostra tradizione”. L’edizione di “Vino e giovani” 2004-2005, conclusa con la tappa perugina, ha proposto nel pomeriggio una degustazione guidata in aula, con sommelier, slides, set di bicchieri e “manuali” sui banchi, una degustazine libera di nettari umbri, alle quali hanno preso parte un migliaio di studenti. A chiusura Edoardo Bennato, nello splendido scenario del Chiostro del Pozzo, è stato applaudito da duemila ragazzi che hanno ballato e cantato sulle note dei brani più noti e delle nuove canzoni di “L’uomo Occidentale”, ultimo lavoro del cantautore dedicato ai conflitti tra nord e sud del mondo.


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