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Home » News » Presentazione dell'antologia del primo premio Capannese Pieroni: "La provincia

Sabato 12 novembre, ore 17.00 e Domenica 13 novembre, ore 17.00
Processo d'appello a Dan Brown; Vezzosi: "Un complotto contro Leonardo da Vinci"

SAN MINIATO, Palazzo Grifoni. Sabato 12 novembre p.v., alle ore 17.00, verrà presentata l'antologia Un momento particolare, dedicata al primo premio letterario organizzato dall'Associazione Culturale Capannese in collaborazione con l'Associazione Fiera del Libro Toscano e la FM Edizioni.
Interverranno: gli autori; Vittorio Betti, direttore di Tele 37; Elisabetta Di Lorenzo, dell'Associazione Culturale Capannese; Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa; Alessandra Vivaldi, sindaco di Montopoli in Val d'Arno.
Coordinerà: Fabrizio Mandorlini.
Assisteremo anche alle esibizioni dell'Accademia Musicale "G. Caccini", di Montopoli in Val d'Arno.
Nell'occasione verrà bandito il concorso relativo all'edizione 2006, che avrà una sezione dedicata a "Toscana fantasy", per un racconto in cento parole: "La pubblicazione di questa antologia", spiega Elisabetta Di Lorenzo, dell'Associazione Culturale Capannese, "vuole essere di stimolo a chi scrive per il piacere della scrittura, a chi scrive per non dimenticare, a chi scrive per dare emozioni. Da qui il tema che abbiamo fornito a tutti coloro che volevano partecipare: 'Un momento particolare'".
"Spesso siamo attratti da coloro che hanno fatto la storia, l'arte, la cultura, da coloro che hanno esportato il nostro modo di essere, le nostre zone, fatto conoscere i nostri pensieri", commenta Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa. "C'è però anche la cultura della gente semplice, fatta di tradizioni, di racconti orali, di storie del vissuto, di vite ed episodi del nostro quotidiano, che, in ogni epoca e in ogni momento, ci raccontano fatti altrettanto importanti, nei quali ognuno di noi può identificarsi, altrettanto importanti da raccontare e tramandare. A Capanne, per esempio, si è respirata nell'ultimo secolo una cultura popolare basata sulla fatica del lavoro. Terra di barrocciai, Capanne, terra di mattonai, terra di gente umile e forte. Gente vera. Mantenendo una continuità con la loro storia, i capannesi hanno voluto un appuntamento con la cultura in cui tutti fossero protagonisti, dai ragazzi delle scuole all'anziano, un'iniziativa rivolta a scoprire il nostro quotidiano con le sue gioie e le sue tristezze. Per questo ritengo che l'Associazione Culturale Capannese sia meritevole di un riconoscimento ed è con vero piacere che la Provincia di Pisa si impegna a promuoverne i contenuti affinché il premio letterario capannese cresca e si allarghi".

 
Domenica 13, alle ore 11.00, verrà aperto lo stand della Fiera; alle ore 17.00, invece, sarà la volta del tanto atteso processo d'appello a Dan Brown, autore del Codice da Vinci.
Il primo processo si è svolto, l'estate scorsa, a Certaldo, nella chiesa di san Tommaso. Verdetto: condanna dello scrittore statunitense. Il tema dominante è stato il ruolo di Maria Maddalena. Fu una peccatrice, come tramandato dalla tradizione, o non, piuttosto, la moglie di Gesù, o qualcos'altro? Interrogativo intrigante, reso tale anche dalla chiamata in causa di Leonardo da Vinci, per la sua Ultima cena, per quell'apostolo alla Sua destra, che sembra una donna. Volle, Leonardo, gridare al mondo che Gesù e Maria Maddalena erano una coppia di sposi?
Se la vedranno, tra accusa e difesa: Sandra Landi, scrittrice e preside del liceo classico "Virgilio", di Empoli; Litta Medri, direttrice del Giardino di Boboli; Franco Cardini, Anna Benvenuti e Isabella Gagliardi, docenti universitari; Gian Piero Ballotti, in qualità di "presidente del tribunale"; il direttore del Museo Ideale dedicato a Leonardo, Alessandro Vezzosi.
Quest'ultimo ha il dente avvelenato perché Dan Brown, nel libro, attribuisce a Leonardo (pagina 62) "un'aura chiaramente demoniaca", "l'ipocrisia spirituale di aver accettato centinaia di ricche commissioni da parte della Chiesa, non per manifestare la fede ma per motivi puramente venali e di condurre una vita dispendiosa". E perché sostiene che il genio "esumava i cadaveri", "teneva misteriosi diari scritti in calligrafia invertita", "credeva di possedere il potere alchemico di trasformare il piombo in oro e d'ingannare Dio creando un elisir che allontanava la morte"; che "le sue invenzioni comprendevano orrendi, mai prima immaginati strumenti di guerra e di tortura". Inoltre, che (pagina 136) sarebbe stato Gran Maestro di una società segreta, una setta pagana, chiamata Prioria di Sion, tra il 1510 e il 1519. Insinua, ancora, alle pagine 144 e 145, che Monna Lisa altro non sarebbe che il ritratto di Leonardo vestito da donna: un messaggio, in pratica, di androginia e una fusione dei due sessi. Ovviamente, che ­ si legga la famigerata pagina 286: "L'Ultima Cena di Leonardo grida praticamente a tutti che Gesù e Maria Maddalena erano una coppia di sposi".
Ma nel paniere dell'accusa nei confronti di Dan Brown, troviamo altri elementi riguardanti Leonardo. Sono tali da far pensare a una congiura internazionale virulenta, tesa a demolire, volgarmente, il suo genio. Vediamo alcuni esempi: di avere ucciso Salai e di aver fatto una parrucca con i suoi capelli; di avere falsificato la Sindone; di aver realizzato un prototipo di passerella instabile sul Corno d'Oro; di nascondere con la barba la sua bellezza, che gli sarebbe stata di ostacolo. Infine, di essere disponibile come testimonial di squallide pubblicità e come trampolino di marketing. Ce n'è, ­come si vede, per animare un confronto tra studiosi e appassionati di storie.


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