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Home » News » Poggibonsi: In mostra l?arte di Carlo Iozzi

E’ dedicata a Carlo Iozzi, pittore poggibonsese, la mostra che si inaugura sabato 17 dicembre alle ore 18 e che è allestita presso la Sala Quadri del Palazzo Comunale di Poggibonsi.

La mostra, dal titolo «Carlo Iozzi (1844-1929) dall’Accademia alla pittura di genere» è stata presentata oggi – 14 dicembre – in conferenza stampa alla presenza di Dario Ceccherini, assessore alla Cultura, di Alessandro Bagnoli della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico delle Province di Siena e Grosseto, di Carlo Sisi della Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti di Firenze e di Federica Casprini, curatrice del catalogo e della mostra.

«La mostra e il catalogo dedicati a Carlo Iozzi – ha commentato Dario Ceccherini, assessore alla Cultura del Comune di Poggibonsi – rappresentano un altro momento importante di quel progetto di recupero delle più significative vicende artistiche maturate nella nostra città. Vorrei ricordare e ringraziare Rossella Merli che tanto e meritevole impegno ha speso in questa direzione». «Si tratta – continua – di proseguire lungo quella strada, anche nella prospettiva sempre più vicina di costituire a Poggibonsi, all’interno dell’ex Burresi, uno spazio prestigioso per ospitare la collezione di opere d’arte entrate, anche a seguito di operazioni come questa, nella proprietà del Comune».

La mostra sull’opera del pittore poggibonsese attivo fra Ottocento e Novecento, voluta dall’amministrazione comunale di Poggibonsi, vede la collaborazione della Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico per le province di Siena e Grosseto e della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze.

«La mostra – spiega Federica Casprini – si propone di far luce sul percorso pittorico dell’artista che, dopo gli anni di formazione in seno alla cultura accademica, nel corso della sua carriera ha mostrato curiosa predilezione per rappresentazioni di tipo illustrativo, dove i fatti della cronaca locale e gli avvenimenti della vita quotidiana diventano protagonisti della scena».

La rassegna a carattere monografico ripercorre le tappe fondamentali della vicenda artistica di Iozzi.

«In ottemperanza – continua Casprini – ad una rigida gerarchia dei soggetti pittorici ancora in vigore nella seconda metà dell’Ottocento, agli anni di formazione purista e post-accademica di Iozzi risalgono diversi quadri di storia, tra cui Raffaello che presenta la ‘Madonna del cardellino’, L’ostracismo di Aristide (dipinto entrato a far parte della collezione comunale grazie al dono degli eredi dell’artista), Un episodio della Strage degli innocenti, Maria di Magdala, Dante a San Gimignano e La presa di Corinto».

Ma quella di Carlo Iozzi è anche un’attività ritrattistica di indubbia qualità e pittura di genere. «Gli episodi di cronaca poggibonsese – commenta la curatrice – assumono valore storico - documentario, come nel bel quadro con Garibaldi a Poggibonsi nel 1867, opera straordinaria e pressoché sconosciuta agli occhi dei poggibonsesi, che in quest’occasione è eccezionalmente possibile ammirare». «La mostra – sostiene – offre piacevoli spunti per rivisitare luoghi conosciuti e per rileggere in maniera aneddotica la vita socio-culturale del secolo scorso attraverso dipinti come ‘La fonte delle Fate’, le macchiette paesane su ‘I veterani’ o ‘Bita e Bistino’, oppure la grande tela con San Lucchese che salva i poggibonsesi da terremoto del 1906, avvenimento di cui ancora si porta memoria tra la popolazione». La produzione di Iozzi comprende nature morte, paesaggi e accurate copie in disegno e acquerello di celebri capolavori, originariamente destinate al mercato turistico sangimignanese, che talora sono divenuti importanti documenti figurativi come  Noli me tangere, riproduzione  dell’affresco di Raffaellino del Garbo distrutto durante l’ultima guerra. «Vorrei ringraziare – ha detto l’assessore Ceccherini – tutti coloro che hanno messo a disposizione della mostra opere di Iozzi e in particolare la famiglia Macchi per avere fatto dono alla Città di un quadro davvero importante di questo artista». Chiude la rassegna una bella selezione di disegni realizzati a tocco di penna, dove Iozzi con assoluta originalità iconografica ha raffigurato alcuni tra i passi più significativi della Vita di Gesù scritta da Ernest Renan.

Carlo Iozzi - Cronologia (1844- 1929)

1844 Carlo Iozzi nasce il giorno 10 ottobre a Poggibonsi dai coniugi Artemisia Conti e Angiolo Iozzi

ante 1862 Si forma nello studio del pittore  poggibonsese Carlo Brini.

1862-1871 Frequenta l’Istituto d’Arte di Siena sotto la guida di Luigi Mussini.

1870-1873-1876 Partecipa ai concorsi triennali organizzati dall’Istituto d’Arte di Siena realizzando i dipinti Gli ultimi momenti di Galileo (1870), L’ostracismo di Aristide (1873), Un episodio della Strage degli innocenti (1876).

1874 Espone alle mostra fiorentina della Società d’Incoraggiamento delle Belle Arti le opere Garibaldi a Poggibonsi nel 1867, L’ostracismo di Aristide e Fonte delle Fate.

1875- 1880 (circa) Frequenta  lo studio fiorentino del pittore Antonio Ciseri.

1877 Ottiene la Patente di abilitazione all’Insegnamento del disegno nelle Scuole tecniche, normali e magistrali del Regno, documento che gli consente di insegnare  il disegno tecnico nella Scuola comunale di Poggibonsi. All’Accademia di Belle Arti di Firenze partecipa al concorso nazionale  per i premi  di incoraggiamento, che sostituivano le abolite pensioni artistiche.

1879 Sposa Maddalena Nannoni e nasce la figlia Anita. Espone alle mostra fiorentina della Società d’Incoraggiamento delle Belle Arti l’opera intitolata A tradimento.

1882 Espone alle mostra fiorentina della Società d’Incoraggiamento delle Belle Arti il dipinto raffigurante Il censimento del 1881.

1887 Nasce la figlia Teresita.

1891 A Poggibonsi affresca il palazzo della famiglia Da Cepparello.

1898 Dipinge il quadro Ritorno dal congedo.

1899 Realizza il dipinto Dante a San Gimignano, donato alla biblioteca della città in occasione delle celebrazioni dantesche.

1901 Dipinge due grandi tele con La presa di Corinto  e Le notti di Nerone originariamente destinate al mercato americano.

1904 Partecipa alle mostra collettiva colligiana ‘Arte e Solidarietà’.

1906 Dipinge la grande tela con San Lucchese che salva i poggibonsesi dal terremoto.

1920 Realizza una cospicua serie di illustrazioni ispirate alla Vita di Gesù di Ernest Renan,  molte delle quali furono acquistate da due turiste francesi di passaggio.

1922 Redige la Raccolta di reminiscenze storiche e aneddoti del Paese di Poggibonsi.

1923 Illustra  alcuni racconti contenuti nel libretto Novelle montagnole di Rovigo Marzini.

1929 Muore a Poggibonsi il 19 febbraio.  Tre mesi dopo la sua scomparsa gli viene dedicata un’ampia retrospettiva ospitata  nella sala del Dopolavoro ferroviario.

 


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