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Home » News » Tutti i volti del travertino.

Tutti i volti del travertino.

Souvenir di qualità in travertino, un parco gioco all’aperto, usare l’energia di questa pietra che viene dal mare per la “travertino terapia”. Queste alcune proposte che sono emerse dal workshop Design & Territorio  che si è tenuto alle Grancia di Serre di Rapolano dal 26 febbraio al 4 marzo. 20 gli studenti che hanno partecipato, 10 italiani, 5 portoghesi e 5 francesi del corso di laurea in Disegno Industriale di Firenze, dell’Accademia di Belle Arti di Marsiglia e dell’Istituto Politecnico di Tomar. Hanno lavorato insieme al fine di individuare nuovi scenari di uso del travertino.


Quattro i temi principali indagati. L’aspetto ludico- educativo, la potenza evocativa della pietra, la valorizzazione delle caratteristiche fisiche del travertino e delle sue funzioni positive. Se il gioco è un contesto di uso ed un mercato, la pietra può essere impiegata per realizzare la casa di Barbie così come i parchi gioco all’aperto.  Il travertino è un materiale leggero che ha una sua sonorità. In questo senso può essere realizzato come base per le sedie a dondolo. Se la pietra è memoria si possono realizzare souvenir. Il travertino ha inoltre un impatto visivo, e può esprimere sensazioni diverse al tatto. Per questo può essere impiegato per strutture che sostengono i non vedenti. Ed ancora, se il travertino contiene, trasmette e conserva il calore può essere impiegato per fare pentole.

Il travertino si può sposare anche al fitness. Gli scarti della produzione possono essere tradotti nei pesi da applicare ai manubri utilizzati nelle palestre. Gli scarti possono essere impiegati anche per abbinare la pietra con gomme o resine e realizzare materiali morbidi.

Il travertino è una pietra che viene dal mare, e proprio il mare può essere un contesto d’uso: per la riqualificazione delle barriere, per le strutture degli ormeggi, per creare delle sedute fisse in pietra sulla battigia. Dal potere evocativo che deriva dall’unione dell’acqua e della terra nasce l’uso della pietra per arredare centri benessere e termali. Ma si può andare oltre, fino a creare la “travertino terapia”, ed utilizzare le singole pietre nel modello di wellness vincente nel nostro tempo. Infine, il travertino può essere impiegato nelle forme modulari per fare pavimentazioni, può trasformarsi in oggetti che garantisce la sicurezza attraverso la realizzazione di porte ma anche maniglie e lucchetti.

Il workshop è promosso dal Centro Sperimentale del Mobile insieme al Consorzio del Travertino e al Corso di Laurea in Disegno Industriale della Facoltà di Architettura di Firenze ed  è parte integrante del  progetto Design & Territorio. Hanno partecipato Vincenzo Legnante, Massimo Ruffilli, Giuseppe Lotti e Ilaria Bedeschi dell'Università di Firenze, Enzo Giganti del Consorzio del Travertino con Frédéric Frédout e Fabrice Pincin dell'Accademia di Belle Arti di Marsiglia e Mario Barros dell’Istituto Politecnico di Tomar e come consulente fabio Maroncelli. I visiting professor sono stati Alfonso Acocella (Università di Ferrara), Nucleo (designer) e Salvatore Cipolla (artista) mentre i tutor sono stati Laura Sandroni e Valentina Gatti.

Sono 15 le imprese, che fanno capo al settore del travertino nella zona di Rapolano Terme e 300 le persone impiegate oltre quelle già occupate nella filiera per un volume d’affari complessivo di circa 50 milioni di Euro. Si tratta di un settore con una forte identità produttiva radicata nel tessuto economico locale e un’alta qualità del lavoro con una mano d’opera qualificata. Le opportunità individuate sono relative ad una produzione di qualità, allo sviluppo di mercati di nicchia. Altra opportunità, lavorare sul legame con il territorio. La produzione del travertino è ripresa durante gli anni ’90 con una domanda proveniente soprattutto dagli Stati Uniti dove questo materiale è apprezzato per la  sua naturalezza.

Il progetto “Design & Territorio” di cui il workshop è parte è gestito dal Centro Sperimentale ed è parte integrante di Eddt (Epine Dorsale du Développement Territorial), il programma europeo Interreg di cui è partner Eurobic Toscana Sud con la società Nersant del distretto Santarem in Portogallo e l’ente territoriale francese Pays de Haute Provence.


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