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Home » News » XXXI Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano

XXXI Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano

Questa edizione del Cantiere, la prima ad essere gestita dalla neonata Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, intende rendere un omaggio affettuoso e significativo al fondatore del Cantiere, in occasione dei suoi ottant’anni, fin dal titolo e dal sottotitolo: “Il teatro delle meraviglie. Omaggio a Hans Werner Henze”. Al di là dei possibili significati metaforici, infatti, è evidente il riferimento alla prima opera di Henze, Das Wundertheater, scritta a soli ventidue anni nel 1948 su un testo di Cervantes e mai rappresentata finora in Italia, che andrà in scena al Teatro Poliziano con la direzione di Jan Latham-Koenig e la regia del celebre regista tedesco Alfred Kirchner, di cui si ricordano una Tetralogia al Festival di Bayreuth e diverse collaborazioni con Claudio Abbado. Data la sua breve durata, Das Wundertheater verrà abbinata, in un originale dittico operistico, a Mahagonny Songspiel di Kurt Weill, autore assai caro al maestro Henze, scritta su testo di Bertolt Brecht, di cui, come è noto, ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario della morte.
 Oltre a questo e ad alcune composizioni del Maestro inserite nei concerti da camera e con orchestra, un ulteriore omaggio al maestro Henze è il fatto che il Cantiere quest’anno anticipi di alcune settimane il suo inizio per inaugurarsi proprio il 1° luglio, giorno dell’ottantesimo compleanno del Maestro, con una mostra, a cura di Carlo Cavalletti, intitolata “Henze e l’Italia”: per la prima volta sarà possibile vedere riuniti insieme testimonianze e ricordi su un intenso rapporto che dura da oltre mezzo secolo, provenienti (oltre che, naturalmente, da Montepulciano), dai principali teatri, istituzioni musicali e festival del nostro Paese. La mostra avrà anche un’anteprima a Roma nei giorni immediatamente precedenti, dal 21 al 28 giugno, ospite della sede del Goethe-Institut, in via Savoia.
 Da ricordare anche la messa in scena, da parte del Conservatorio di Colonia, dell’opera Re Teodoro in Venezia di Paisiello nella versione di Henze, e la proiezione del bel film-documentario di Barrie Gavin Hans Werner Henze, Memoirs of an Outsider.
 Sempre come omaggio a Henze va inteso l’allestimento di Tana per Candragopoli, la nuova opera di Elizabeth Mara Bossero che dà vita a un progetto triennale basato su testi e musiche ideati dagli allievi dell’Istituto di Musica di Montepulciano (rinato a nuova vita nel corso degli ultimi trent’anni grazie all’impulso dato da Henze e dal Cantiere) che infatti andrà in scena proprio la sera del 1° luglio. Esattamente come accadde con Pollicino ventisei anni fa, gli interpreti di Tana per Candragopoli saranno prevalentemente le forze stesse dell’Istituto di Musica (orchestra, coro, bambini), integrate da alcuni professionisti nei ruoli chiave, a partire dal direttore d’orchestra che sarà il giovane Daniele Giorgi, lanciato dalla vittoria nell’ultima edizione del Concorso Internazionale Pedrotti.
 Certamente un anno, come il 2006, contrassegnato da altri importanti anniversari, musicali e non – Mozart, su tutti, ma anche Schumann, Shostakovich, Brecht – non può non lasciare alcune impronte sulla programmazione, ma si è cercato, a fianco di alcuni capolavori del repertorio sinfonico, pianistico e da camera (che avranno come protagonisti alcuni dei migliori musicisti italiani di oggi, come Maurizio Baglini, Silvia Chiesa, Marco Rogliano, Luca Sanzò, Roberto Prosseda e giovanissimi talenti internazionali), di offrire qualche proposta meno scontata: ecco allora, nell’ambito di una serie di proiezioni cinematografiche all’aperto, l’Amleto di Kozintsev con le musiche di Shostakovich, il Don Giovanni di Mozart diretto da Furtwängler a Salisburgo nel 1954 e L’opera da tre soldi di Pabst, o l’esecuzione della Kleine dreigroschenmusik di Weill nel concerto sinfonico di chiusura.
 Nel programma del Cantiere di quest’anno torna la danza contemporanea, con due serate nella suggestiva cornice di Piazza Grande affidate a una delle migliori giovani compagnie francesi, quella di Lionel Hoche (che presenterà anche una coreografia in prima assoluta, realizzata appositamente per Montepulciano su musiche di Henze), e con l’originale concerto-spettacolo sul mito dell’angelo nelle varie culture, in cui le coreografie del franco-americano Wes Howard si incontrano con la musica antica eseguita dai musicisti della Capella Ducale Venetia sotto la direzione di Livio Picotti.
 Ma quest’anno torna anche il teatro di prosa. Innanzitutto prende il via una collaborazione articolata, una vera e propria “residenza”, con Ugo Chiti e la compagnia Arca Azzurra Teatro, protagonisti da circa vent’anni della scena teatrale toscana. Primi passi di questa collaborazione saranno la messa in scena di una novità di Chiti, Racconti, solo racconti (12 luglio), e uno stage di formazione sulla scrittura teatrale tenuto a fine giugno dal regista e autore toscano. A questo si aggiunge la messa in scena, da parte della Compagnia L’Argante, della Criside, un raro testo legato al territorio di Montepulciano perché scritto da Enea Piccolomini, papa Pio II, il fondatore di Pienza.
 Come già nelle due edizioni precedenti, l’orchestra residente sarà la Young Janacek Philharmonic, formata da giovani provenienti da tutta Europa selezionati da Jan Latham-Koenig, che oltre a suonare nello spettacolo d’opera sarà protagonista di due concerti sinfonici, entrambi diretti da Latham-Koenig: oltre a pagine di Henze, da notare due capolavori sinfonico-corali che si avvarranno della collaborazione, a fianco delle forze locali della Corale Poliziana, del celeberrimo Philharmonia Chorus di Londra, già presente al Cantiere lo scorso anno: il Requiem di Fauré e la Messa dell’Incoronazione di Mozart, momento culminante del tradizionale concerto sinfonico di chiusura, che si svolgerà anche quest’anno nella splendida cornice di Piazza Grande.
 L’attenzione alle nuove musiche e alle nuove tecniche di produzione e fruizione musicale, un’autentica tradizione nella storia del Cantiere, trova due momenti altamente significativi nella presenza come compositore residente di Nicola Campogrande, uno degli autori più brillanti e curiosi del panorama italiano d’oggi, e nella prima assoluta del “videoallestimento di teatro musicale minimo” Il labirinto utopico di Marco Giommoni. In stretto legame con l’aspetto didattico-formativo - un’altra vocazione storica del Cantiere che la neonata Fondazione intende rafforzare ulteriormente - entrambe queste esperienze saranno il frutto di un laboratorio di preparazione. In particolare la residenza di Campogrande, anziché realizzarsi nella tradizionale commissione e successiva esecuzione di alcune composizioni, prenderà forma in un laboratorio di composizione assai particolare, durante il quale l’autore lavorerà a stretto contatto con alcuni musicisti presenti al Cantiere e, in particolare, con i migliori elementi del locale Istituto di Musica, scrivendo della musica “su misura” per loro. Nello stesso tempo, insieme a loro lavorerà uno dei più originali e creativi DJ di oggi, il DJ Roger Rama, studiando la possibilità di remixare quelle musiche. Il frutto di questo lavoro sarà l’originale serata del 14 luglio, intitolata “Cantiere Remix”.
 All’attività dei laboratori citati si aggiunge infine una serie di altre iniziative collaterali iniziata già in primavera (come gli spettacoli teatrali di bambini che sono il frutto di laboratori condotti nelle scuole elementari e medie) e che proseguirà durante e dopo il periodo del Cantiere, come la mostra personale di pittura di Giuliano Censini, un pittore del territorio autore del manifesto di quest’anno, e l’estensione dell’attività del Cantiere al di fuori delle mura di Montepulciano con l’esecuzione di concerti e la rappresentazione di spettacoli in paesi come Acquaviva, Trequanda, Torrita di Siena, Castiglion del Lago. Tutto questo a sottolineare ulteriormente la forte volontà da parte della Fondazione di riprendere il cammino tracciato dalle prime edizioni del Cantiere: organizzare e produrre eventi culturali allargati al territorio con il preciso intento di promuovere la crescita delle conoscenze, delle esperienze e della professionalità nel campo delle arti e la formazione di forza lavoro qualificata, e, perché tutto questo possa realizzarsi, far sì che il Cantiere torni ad essere una realtà didattico-formativa attiva nell’arco di un intero anno che trova poi il suo palcoscenico artistico privilegiato, ma non l’unico, nel corso di una manifestazione più concentrata durante il periodo estivo.


Per ulteriori informazioni:
 
www.fondazionecantiere.it


 


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