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Home » News » Monteriggioni, le regole per uno sviluppo senza eccessi

Monteriggioni taglia per primo il traguardo fra i sei Comuni dell'Area Metropolitana Senese, dotandosi di un nuovo strumento urbanistico di programmazione. Venerdì sera, infatti, il consiglio comunale ha approvato il regolamento urbanistico, ultimo atto di un iter iniziato otto anni fa con il piano strutturale. Linee guida dell'atto di governo del territorio sono il recupero dei borghi storici, la riqualificazione delle frazioni più recenti, il potenziamento delle infrastrutture al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini e lo sviluppo controllato delle zone produttive, il tutto senza eccedere in una cementificazione incontrollata.
Venerdì il consiglio comunale ha messo in approvazione le 192 osservazioni, 35 accolte, 91 non accettate e 66 parzialmente accolte, che hanno presentato cittadini, associazioni, enti ed imprese dopo l'adozione avvenuta il 22 settembre scorso.
«L'esame delle osservazioni – ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Adriano Chiantini – ha impegnato consiglieri di maggioranza e minoranza in Commissione Urbanistica per ben 23 sedute. E' stato un lavoro attento, minuzioso, per dare risposte responsabili e ponderate ai cittadini».
La crescita urbanistica
Il regolamento urbanistico, redatto dall’architetto Gianfranco Di Pietro, propone una decisa espansione di Monteriggioni. Nei prossimi cinque anni potranno essere realizzati circa 500 nuovi appartamenti con la previsione (considerando anche le iniziative edilizie già in corso e le ristrutturazioni di edifici già esistenti) di passare dagli attuali 8.450 ai 10mila abitanti con una crescita del 25 per cento.
«Sarà – ha commentato il sindaco Bruno Valentini – una crescita graduale e costante, come quelle che si sono verificate nel nostro Comune negli ultimi 40 anni, e che hanno fatto sì che i nuovi residenti si integrassero bene, si sentissero cittadini di ognuna delle numerose frazioni di Monteriggioni» «Il Regolamento è uno strumento – ha detto – di crescita e di opportunità. Vogliamo dare lavoro a chi abita a Monteriggioni. E poichè sono molte le aziende che chiedono di ampliarsi o di insediarsi nel nostro territorio, vogliamo anche offrire un’abitazione a chi qui viene per lavorare. Tutto questo senza dimenticare che il nostro  paesaggio è straordinario e che tale lo vogliamo consegnare alle generazioni future».
L’aspetto più rilevante del regolamento urbanistico che arriva due anni dopo l’approvazione del piano strutturale, ma dopo ben 25 anni dal precedente piano regolatore, è il fatto che eviti di prevedere nuove costruzioni ovunque.
Lo sviluppo abitativo
«Lo sviluppo abitativo – ha spiegato l’assessore Chiantini – è stato concentrato in alcune aree precise, dove la crescita è sostenibile e compatibile con la presenza di infrastrutture, scuole, strade, servizi. A crescere in termini abitativi saranno soprattutto Badesse, Tognazza, San Martino e Castellina Scalo, mentre per quanto riguarda le aree produttive saranno incrementate quelle di Badesse e soprattutto Pian del Casone - Serfignano. Per l’insediamento di nuove attività di terziario si punta sulle zone più vicine a Siena lungo la Chiantigiana e la Cassia, ma anche alle Badesse ed al recupero della ex-Bertolli di Castellina Scalo, mentre nelle frazioni di pregio, nei borghi storici, nei piccoli nuclei abitati si consentiranno soltanto recuperi e restauri».
Il progetto, insomma, per il futuro di Monteriggioni è quello di una comunità in movimento, che guarda verso la Valdelsa per lo sviluppo produttivo e verso l’Area Senese per politiche abitative equilibrate ed attente al problema della mobilità, prendendo atto della «decisione – continua il sindaco Valentini - di Siena di puntare fortemente sulla ricucitura con le frazioni di Isola d’Arbia e Taverne, che comporta per noi una grande responsabilità per lo sviluppo della fascia a nord di Siena, servita dalla superstrada Siena-Firenze e da una potenziata linea ferroviaria che vedrà anche la riapertura della Stazione passeggeri di Badesse», con il progressivo trasferimento degli stabilimenti produttivi interni ai centri abitati nelle aree vocate, prossime alla viabilità principale.
Il regolamento urbanistico avrà una validità di cinque anni e in questo periodo sarà possibile edificare circa i due terzi dei 100mila metri cubi previsti dal piano strutturale, che invece ha valenza decennale.


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