Palazzo Piccolomini-  link al sito
italiano english Aggiornato ad Ottobre 2017
>> Dormire
>> Last minute 28 off.te
- Bed & Breakfast
- Case vacanza
- Agriturismo
- Hotel
- Meublè - Camere

>> Gustare
- Enoteche e bar
- Ristoranti e Osterie
- Cantine

>> Palazzi e musei
- Palazzo Piccolomini

» Resort & Spa
- Etruria Resort & Natural Spa

>> Escursioni guidate
- Cicloposse
- Bluetangos
- Crete di Siena in Moto

>> Autonoleggio
- Il Girasole
- Limousine Service
  Il Girasole

- DG autonoleggio

>> Scuole di Lingue
- Il Sasso

>> Agenzie di incoming
- Terre Toscane

>> Acquisti
- Artigianato
- Prodotti Tipici
- Servizi
- Aziende Agricole

>> Benessere
- Terme di Toscana

>> Shopping Online
- Vino Nobile Shop
- Vini di Toscana
- Crociani
- Contucci
- Il Greppo
- Piazza Grande Wines
- Palazzo Vecchio

>> Territorio
- Eventi
Home » News » Film Festival in Terra di Siena

Film Festival in Terra di Siena

Il Festival è costituito da due sezioni fondamentali che contraddistinguono la poliedricità dell'evento.
Tel. 0577 222999


 Tra un ciak e un altro, impegnato faticosamente nelle riprese di Il mio miglior nemico (dove lo rivederemo a fianco di Silvio Muccino), Carlo Verdone trova anche il tempo di occuparsi del Terra di Siena Film Festival, giunto con successo alla nona edizione.

Al suo terzo anno da direttore artistico, affiancato ancora una volta da Giovanni Bogani e Mario Sesti, Verdone punta di nuovo sulla commedia, consolidando una linea avviata con ottimi risultati già da due anni.
Al di là del concorso internazionale – dieci film provenienti da Europa, Usa e Sud America, tutte produzioni indipendenti – va sottolineato che il festival va in una direzione ben precisa: la riscoperta della classicità del nostro cinema.

Ed ecco, perciò, che il piatto forte della nuova edizione in programma dal 26 settembre al 2 ottobre, sarà la retrospettiva dedicata ai “non protagonisti”, vale a dire i caratteristi che hanno fatto grande il cinema italiano tra il 1945 e il 1965.

Dopo gli omaggi a Tognazzi e Germi, dunque, il festival rilancia l’offerta puntando l’attenzione sulla coralità, sui volti delle più celebri “spalle” che hanno reso grandi i film di Risi, Monicelli, Scola e tanti altri.
“Oggi l’attenzione verso i caratteristi si è un po’ persa – dice Verdone – ed è un tema su cui vale la pena riflettere. Per questo abbiamo organizzato a Siena un simposio, proprio per cercare di capire perché il nostro cinema abbia abbandonato questa figura per dedicarsi maggiormente ai protagonisti”.

Un argomento su cui vale la pena soffermarsi: il trionfo al box office di Manuale d’amore, infatti, la dice lunga sulla voglia di confrontarsi con film più corali, una scelta premiata dal pubblico. Ma perché oggi è scomparsa la figura del caratterista? “La figura dell’attore/regista/sceneggiatore – replica Verdone - ha un po’ castrato l’idea del film corale.

Oggi il cinema non ha più una lente panoramica, è troppo zoomato sui protagonisti.Già negli anni Ottanta si usava dire “andiamo a vedere il film di Verdone o il film di Troisi, il pubblico non ricordava neanche i titoli. Eppure avevamo molto da dire, c’erano temi importanti come le confusioni delle relazioni sentimentali, l’uomo spaesato dinanzi ad una donna in carriera, la prima grossa crisi della famiglia…”.

Aggiunge: “Fra qualche anno, forse, impareremo a conoscere meglio gli immigrati. Non escludo che siano loro i nuovi caratteristi del nostro cinema. Io mi auguro che un domani si possa tornare al cinema corale, dove erano proprio i caratteristi a far la differenza”.
Ma quali sono i motivi della loro scomparsa ?
“Purtroppo– risponde Verdone – non c’è più il teatro popolare, una straordinaria palestra di tanti anni fa. Non basta la Tv, i due minuti di "Zelig" sono troppo pochi. AI tempi di "Non Stop", il programma di Enzo Trapani, i comici avevano a disposizione nove o dieci minuti, c’era molto più spazio. E poi, soprattutto, oggi nessuno vuole fare il caratterista: gli attori non vogliono sentirsi di serie B”.

Intanto, dopo il successo della retrospettiva dedicata lo scorso anno a Germi, gli organizzatori sperano di replicare il successo e non è affatto escluso che anche quest’anno i giovani spettatori del festival vengano conquistati da Carlo Campanini, Mario Carotenuto, Tiberio Murgia, Marisa Merlini, Nino Taranto, Gianni Agus, Tina Pica e tutti gli altri grandi caratteristi di quel mitico ventennio.

E accanto ai dieci film selezionati ( tra questi Il segno di Venere di Dino Risi, Un giorno in pretura di Steno, Il monaco di Monza di Sergio Corbucci e La famiglia Passaguai di Aldo Fabrizi), va segnalato soprattutto quello che si preannuncia come il fiore all’occhiello di questa edizione: il documentario I non protagonisti, realizzato da Mario Sesti in collaborazione con Maria e Paolo d’Agostini. In poco più di un’ora sfila il meglio del cinema italiano di qeugli anni, in un sapiente lavoro di montaggio che accosta con felici assonanze scene indimenticabili dei film interpretati da Sordi, Gassman, Tognazzi, Totò, ma che forse non sarebbero stati così riusciti senza quei celebri caratteristi già citati.

Si ride fino alla lacrime e, soprattutto, si prova molta nostalgia: circondati da presunte eredi di Sophia Loren o Silvana Mangano, il documentario ci ricorda impietosamente che ad oggi non abbiamo una degna erede di Franca Valeri.

Da citare, poi, la splendida cornice: il documentario sarà infatti presentato nel complesso museale Santa Maria della Scala, che ospiterà anche una mostra fotografica curata s da Sesti in collaborazione conl a Cineteca Nazionale.


DALL'ARCHIVIO
di Infotuscany.com

 

<< back


 


Copyright 2002-2017 InfoTuscany.com