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Home » News » Amos Pampaloni ricorda la Resistenza

Il capitano di Cefalonia presente a Poggibonsi per le celebrazioni del sessantesimo anniversario dell’eccidio dei militari italiani

A sessant’anni dalla tragedia che sterminò la Divisione Acqui a Cefalonia, Poggibonsi rende omaggio al superstite del drammatico eccidio che vide la morte di oltre 5mila soldati italiani.

Sabato 18 ottobre alle 17 Amos Pampaloni, nel 1943 capitano d'artiglieria, comandante della 1° batteria del 33° Reggimento della Divisione Acqui, sarà presente all’incontro che si terrà in Sala Quadri del Comune di Poggibonsi. Organizzato dal Comune e dalle sezioni locali delle associazioni Anpi e Anppia, la manifestazione fa parte del programma delle celebrazioni del 60° anniversario della Resistenza e della Liberazione.

L’incontro di sabato, cui parteciperanno il sindaco Luca Rugi e il presidente dell’Anpi di Poggibonsi Armando Targi, serve a ricordare una delle pagine più buie della storia italiana, e sottolineare come i caduti della Divisione di Fanteria da montagna «Acqui», furono i primi eroi combattenti per la libertà dando inizio alla Resistenza italiana, come ha avuto modo di ricordare lo stesso Amos Pampaloni, medaglia d’argento al Valor Militare e presidente onorario dei Partigiani d’Italia.

La tragedia di Cefalonia rappresenta un eccidio senza pari nella Seconda Guerra mondiale. La Divisione Acqui, di stanza da tre anni nell’isola greca di fronte alla Puglia, si ribellò alle pretese tedesche che, dopo l’8 settembre, volevano che le truppe italiane si arrendessero. Ma gli italiani non accettarono e per giorni e giorni opposero resistenza ai tedeschi che attaccavano dal cielo, dal mare, dalla terra.

La battaglia iniziò il 15 settembre al grido di «Viva l’Italia» e si protrasse fino al 22 settembre. Alla fine furono costretti a capitolare. I nazisti, inoltre, attuarono con sistematicità il massacro di quasi tutti gli ufficiali, di gran parte dei soldati e la deportazione dei superstiti. Si trattò di una tragedia orrenda e feroce, ma fu anche il primo atto della Resistenza italiana. In battaglia e dopo vennero uccisi più di 5mila uomini di truppa e circa 200 ufficiali.

Amos Pampaloni, nato a Firenze nel 1910, è oggi il simbolo di quella strage come allora rappresentò l’anima della Resistenza degli italiani sull’isola. Si oppose con forza ai tedeschi e dopo la battaglia fu fatto prigioniero per essere ucciso. Venne abbandonato sul luogo dell’esecuzione come morto nonostante avesse riportato solo una ferita alla testa. Fu poi salvato dai partigiani greci e continuò con loro a combattere per la Libertà.


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