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Home » News » Serre di Rapolano: fioriere, giochi, un mostro preistorico, tanti contesti d’uso

Si è svolto dal 24 al 28 ottobre a Serre di Rapolano l’appuntamento conclusivo del progetto “Design e Territorio”, promosso, gestito e coordinato dal Centro Sperimentale del Mobile. Presentati dagli studenti 40 spunti progettuali per 20 aree di intervento
Una seduta in travertino, giochi per l'infanzia, fioriere, un mostro preistorico per posteggiare i motorini: il tutto completamente in travertino. Sono questi alcuni dei progetti che sono stati presentati nel corso del workshop conclusivo del progetto “Design e Territorio” che ha l'obiettivo di individuare nuovi modi e contesti di uso per il travertino. Il workshop, che si è svolto dal 24 al 28 ottobre a Serre di Rapolano, ha visto la presentazione dei progetti definitivi da parte dei 20 studenti partecipanti, rappresentanti del Corso di Laurea in Disegno Industriale di Firenze, della Scuola di Belle Arti di Marsiglia e dell’Istituto Politecnico di Tomar (Portogallo).

Gli studenti hanno 'guardato' e studiato il travertino cercandone tutti i possibili utilizzi, da quelli fondati su caratteristiche usuali del materiale a quelli invece che fanno leva su caratteristiche e significati del tutto nuovi. Un lavoro che ha portato all'ideazione di quaranta spunti progettuali distribuiti su circa venti scenari di intervento.

La presentazione dei progetti rappresenta la fase conclusiva del progetto “Design & Territorio”, promosso e gestito dal Centro Sperimentale del Mobile insieme al Consorzio del Travertino della provincia di Siena e al corso di laurea in Disegno Industriale di Firenze.  Il progetto è parte integrante di Eddt (Epine Dorsale du Développement Territoriale), il programma europeo Interreg, promosso e coordinato da Eurobic Toscana Sud con la società Nersant del distretto Santarem in Portogallo e l’ente territoriale francese Pays de Haute Provence.

Entrando nel dettaglio dei progetti presentati, sono molti quelli orientati all’oggetto per la città, ideato a partire dal forte rapporto della materia con il territorio e con il contesto urbano: Alessia Giuntini ha creato una seduta per esterni formata proprio dalla scritta 'FERMATI' o 'SIEDITI'; Antonella Mega ha sviluppato un sistema di seduta, fioriera e illuminazione; Francesco Taviani ha creato Nessie, mostro preistorico e millenario (come la formazione sedimentaria del travertino) che diventa un gioco in cui i bambini possano dondolarsi oppure un pacifico mostro urbano che permette l’alloggio di cicli e motocicli; Pierre Alain Caille ha ipotizzato una fioriera costituita da scorze di travertino.

Alcuni concept hanno messo in primo piano la possibilità di una fruizione plurisensoriale e sinestetica del travertino: Julie Baranger ha progettato diverse soluzioni di segnaletica per i percorsi urbani; Laura Passalacqua e Valeria Grauso hanno realizzato una serie di grandi 'giochi sonori' urbani che fungono da punti di sosta. Fra gli altri progetti, Marta Pampana ha sfruttato il potenziale artistico della pietra ideando elementi monoliti primitivi che rimandano a giochi arcaici da usare come spazi per l’infanzia. Il concept di Julie Siol ha permesso di lavorare sull’integrazione tra sottosuolo (pietra), suolo (città), alzato (edificio). Julie Chaudier ha analizzato le possibilità del materiale in 'elevazione' creando una serie di quinte.

Numerosi anche i progetti che riguardano l’edilizia, storicamente campo applicativo del travertino, ideati in chiave contemporanea: Guido Garotti ha creato pannelli e cornici che sono insieme decorativi e utili in funzione di filtraggio della luce; Marco Vincenzi ha progettato piastrelle per pavimenti e rivestimenti che sostituiscono le imperfezioni con specchi o irregolari punti illuminanti.

Abbiamo poi le pareti mobili su guide di Anna Petrika ma anche un curioso concept come quello basato sullo sfruttarmento in senso letterale del peso del materiale che ha fatto nascere i pesi per il fitness di Andrea Caturegli.

Inconsueto il percorso progettuale di Francesco Migliorini che ha indagato il concetto di sicurezza trasmesso dalla pietra ipotizzando elementi di separazione, steccati, muri di cinta che, partendo da riferimenti espliciti quali i merli di fortezze e castelli, approdano poi ad una recinzione fatta da moduli incastrati a formare una complessa trama decorativa.

 


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