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Home » News » Costruirsi una casa da soli e non spendere un capitale

Il sindaco Bruno Valentini: «E' una iniziativa fortemente innovativa che speriamo possa essere contagiosa. Quello delle abitazioni a prezzi accessibili è, infatti, un vero problema»

Avere un appartamento di 100 metri quadrati e spendere non più di 90mila euro. Può sembrare un sogno, ma a Monteriggioni (SI) questo presto sarà realtà. Grazie, infatti, a quella che si chiama "autocostruzione associata" il Comune alle porte di Siena intende dare una risposta al disagio abitativo, un problema che accomuna italiani e immigrati.
«E' una iniziativa fortemente innovativa – spiega Bruno Valentini, sindaco di Monteriggioni Comune che metterà a disposizione il terreno per le abitazioni in autocostruzione – unica in Toscana che speriamo possa essere contagiosa. Quello delle abitazioni a prezzi accessibili è, infatti, un vero problema».
E qui, tra le colline del Chianti e la città del Palio i prezzi sono davvero alti. Per un appartamento da 100 metri quadrati si va dai 250 ai 500mila euro a seconda della zona. Per non parlare del mercato degli affitti dove le case o non si trovano o hanno prezzi proibitivi.
Per questo il metodo dell'autocostruzione diventa un sistema interessante. «Non solo – continua il sindaco – chi costruisce non tira fuori i soldi fino a che non va ad abitare nella nuova casa grazie ad un finanziamento della Banca Etica di Padova, ma anche quando i lavori sono finiti e si tratta di pagare, la rata del mutuo viene calcolata come se si trattasse di un affitto a canone concordato. Ovvero poco oltre 4 euro al metro quadrato. Un modo questo che consente anche a chi ha bassi redditi di poter acquistare una casa».
Il criterio si cui si basa l'autocostruzione associata è semplice. Chi decide di aderire e comprare la casa, allo stesso tempo diventa "muratore". Ovvero i soci si costruiranno l'edificio con le loro stesse mani. Sarà formata una cooperativa e sarà scelto un terreno edificabile, in questo caso già individuato a Castellina Scalo. Da quel momento in poi, coordinati da un'organizzazione che mette a disposizione tecnici e know how, i futuri proprietari di casa passeranno il loro tempo libero nel cantiere a fare i manovali. In tutto 1.500 ore lavorative per tirare su, in due anni, i quindici appartamenti previsti dal progetto.
«Il Comune – continua Valentini – venderà il terreno su cui sarà costruito e incasserà gli oneri di urbanizzazione, soldi che andranno a completare le infrastrutture della zona. Non ci sarà un solo centesimo a carico del resto della comunità».
Se l'iniziativa, che ha un elevato valore sociale con quello che è anche un progetto di integrazione sociale e multietnica tra italiani e stranieri, andrà bene sarà ripetuta. «Vogliamo – conclude il sindaco – rompere un modello speculativo in cui la rendita fondiaria ha reso inaccessibile il prezzo delle case. Si riprende la tradizione toscana dei mezzadri che si costruivano le abitazioni da soli».
Le abitazioni autocostruite non sono "case popolari", ma rispondono ai principi di bioedilizia, utilizzano pannelli solari e impianti di riscaldamento a pavimenti e sono curate nei dettagli visto che nessuno, fino alla fine sa quale è il suo appartamento e quindi tutti lavorano per tutti con la stessa passione.
E’ la prima volta che in Toscana si dà vita ad un progetto simile e sono pochi gli esempi nel resto d’Italia. In questi giorni è un corso il bando per individuare la cooperativa che fornirà il supporto tecnico al Comune e che successivamente contribuirà a individuare, attraverso un ulteriore apposito bando, la selezione della autocostruttori.


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