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Home » News » Abbadia a Isola come polo di eccellenza sulla Francigena

«Fra i settori investiti dal ciclone della crisi economica c’è il turismo, anche in provincia di Siena. Nonostante cresca la voglia di viaggiare, ci sono meno soldi per farlo. Pertanto la qualità dell’offerta, combinata ad un costo sostenibile, determineranno le destinazioni dei flussi turistici futuri, sempre più selettivi. Il valore  aggiunto dell’attrazione turistica delle terre di Siena deriva da un intreccio fra paesaggio, arte e tipicità che va esaltato e salvaguardato, anche con precise scelte urbanistiche. La riscoperta della Via Francigena  e la sua valorizzazione in un contesto europeo possono essere un carattere distintivo del nostro territorio, soprattutto nella misura in cui mantengono autenticità, sorretta da valori culturali e spirituali, sempre più richiesti. La scelta del Consiglio d’Europa e del Governo Italiano (sia il precedente che l’attuale) di elevare la Francigena al rango di grande itinerario europeo e di farne il primo e per ora unico tracciato escursionistico nazionale riconosciuto e segnalato ufficialmente, è una decisione storica che dispiegherà presto i suoi effetti. Sono pronti a muoversi, come sul Cammino di Santiago di Compostela, centinaia di migliaia di viaggiatori – pellegrini ed altrettanti sono interessati a visitare singoli tratti del percorso, da compiersi principalmente a piedi ma anche a cavallo ed in bici. Ecco che emerge la straordinaria opportunità per le terre di Siena di utilizzare la leva della Francigena per valorizzare la cultura del turismo lento, della mobilità dolce rivolgendosi ad un turismo consapevole e qualificato che è diffuso e cresce».  
«Ci sono le condizioni affinché in Italia possa attecchire una rete di luoghi che propongono e si propongono come occasioni di scoperta del territorio attraverso una vacanza od un esperienza “diversa” perché diverso è quel luogo, differente da ogni altro nel mondo. Diverso poiché la suggestione della storia si fonde con la bellezza del paesaggio in un  modo unico, anche  del Cammino di Santiago. Questo siamo noi, questa è la provincia di Siena, con le sue città famose nel mondo, splendidi centri minori, monumenti, opere d’arte, musei, feste popolari, cibi eccellenti, ecc. Da conoscere e da gustare con voluta lentezza. Per far questo occorre organizzarci in modo adeguato ed adeguare la cultura dell’offerta e dell’accoglienza. Per candidarci ad essere una delle capitali italiane della Francigena e del turismo “lento” e qualificato, non basta proclamarlo perché c’è molto da lavorare, coinvolgendo molti soggetti che vanno dagli Enti Locali, agli enti di promozione, alla Fondazione MPS (che ha già inserito, in modo lungimirante, la Francigena fra le priorità di intervento), al sistema delle parrocchie, al volontariato ambientale e religioso. Ad esempio, occorre coordinamento, come abbiamo iniziato a fare noi 5 comuni della Valdelsa senese e fiorentina (Monteriggioni, Colle val d’Elsa, San Gimignano, Gambassi Terme e Castelfiorentino), diventando in breve tempo riferimento nazionale da emulare e guadagnando per primi il riconoscimento ed il contributo della Regione Toscana».
«Un coordinamento che intende stimolare esperienze similari su tutto l’itinerario italiano, denso di cose concrete e condivise come la  segnaletica, il tracciato da leggere sul cellulare, un protocollo di accoglienza per la ricettività e le credenziali ai vari passaggi, la salvaguardia del percorso nei regolamenti urbanistici, ecc. In questo contesto, Monteriggioni è pronto a fare la sua parte mettendo a disposizione del progetto generale l’intero complesso monumentale di Abbadia a Isola, ossia destinandolo completamente a promuovere ed interpretare la cultura del viaggio “lento” e della sua espressione alta che è e sarà l’esperienza del percorrere la Via Francigena, intesa come spina dorsale di un grande sistema di vie di trekking, equestri e ciclabili. La provincia di Siena e la Toscana dispongono di molti luoghi di eccellenza ma l’antico monastero di Abbadia a Isola ha le carte in regola per aspirare a divenire un luogo-simbolo perché al termine del restauro sarà uno straordinario contenitore di funzioni  differenti ma unitarie: accoglienza, ristoro, centro di documentazione e di informazione, bottega, sede espositiva permanente e temporanea».
«Un luogo cosmopolita ed intriso di spiritualità  nel quale venire per sostare ma anche per preparare il viaggio, sia trovandosi “fisicamente” in una stazione di una delle tappe dell’arcivescovo Sigeric nel suo ritorno verso Canterbury e sia collegandosi “virtualmente” da ogni angolo del mondo per avere via Internet le informazioni ed i suggerimenti necessari.  Intanto, sono ripresi i lavori di ristrutturazione del complesso di Abbadia a Isola che per il 2010 metteranno a disposizione lo spazio museale che, in accordo con l’Associazione Europea delle Vie Francigene, sarà dedicato all’intero itinerario europeo diventando il primo spazio espositivo nazionale che racconterà l’intero percorso, compresa la parte francese e la parte a sud di Roma, verso la terra Santa».
DALL'ARCHIVIO
di Infotuscany.com

 

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