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Home » News » Monteriggioni, un confronto sull’accoglienza ai pellegrini

Sindaco Valentini: “Abbiamo voluto anticipare lo Stato per proteggere il pellegrino. Ci stiamo occupando di un protocollo d’intesa con la Regione per diminuire i costi del pernottamento e per consentire anche agli hotel di dedicare delle stanze all’accoglienza povera”

Monteriggioni ancora al centro dei progetti per lo sviluppo della via Francigena, nuove forme di accoglienza, e 75 chilometri già perfettamente segnalati e percorribili. Lo scorso 20 marzo Don Domenico Poeta, presidente dell’associazione Ad Limina Petri,ha introdotto l’incontro fra operatori diocesani sulla Francigena e la Regione Toscana sul tema dell’accoglienza povera: “Il nostro servizio al pellegrino punta sull’incontro fra popoli e alla pace. La Francigena ha due simboli forti: San Pietro, che unisce tutta la famiglia umana nella chiesa universale e Gerusalemme. Le istituzioni civili si occuperanno delle infrastrutture e di tutte le accortezze per rendere il cammino dei pellegrini agevole e la Chiesa si occuperà di accogliere il pellegrino come Cristo stesso”.

All’incontro ha partecipato il sindaco di Monteriggioni, Bruno Valentini, che  ha condiviso il progetto di fondere  la spiritualità della Francigena  con gli elementi turistici/culturali.

“Grazie ad un accordo fra tutti i comuni della Val d’Elsa senese e fiorentina –ha detto Valentini – da pochi giorni è stato realizzato  il primo tratto di 75 km della Via segnalato bene; questi comuni hanno voluto anticipare lo Stato per proteggere il pellegrino. Assieme alla cartellonistica hanno firmato anche un protocollo urbanistico per tutelare l’ambiente intorno alla Francigena. Ci stiamo occupando di un protocollo d’intesa con la Regione per diminuire i costi del pernottamento e per consentire anche agli hotel di dedicare delle stanze all’accoglienza povera”.

Inoltre la cooperativa incaricata dai cinque comuni della Valdelsa senese e fiorentina che hanno stretto un accordo di collaborazione (Castelfiorentino, Gambassi Terme, San Gimignano, Colle val d’Elsa e Monteriggioni), ha completato la posa secondo il percorso ufficiale di Sigerico. 400 paletti e 500 segnavia sono stati piantati per rendere visibile un itinerario di oltre 75 km, che va dal guado sull’Arno fino alle porte di Siena.

Si tratta del più lungo tratto d’Europa tracciato con continuità, che tocca sei delle stazioni di sosta descritte dall’arcivescovo Sigerico nel suo diario di viaggio: Coiano (Castelfiorentino), Pieve a Chianni (Gambassi Terme), San Gimignano, Campiglia dei Foci e Pieve a Elsa (Colle Val d’Elsa), Abbadia a Isola (Monteriggioni). Dopo l’inaugurazione del primo cartello della Via Francigena, fatta da Prodi e Rutelli al castello di  Monteriggioni il 29 ottobre 2007, è il più importante atto di segnalazione effettiva del Grande Itinerario Culturale Europeo, perché l’installazione dei cartelli programmata dal Governo non è ancora avvenuta, se non in modo parziale e non sistematico, per vari intoppi burocratici e finanziari.

Ermano Bonomi, funzionario  della Regione Toscana, ha spiegato che la Francigena è per la Regione un progetto turistico che tende a valorizzare ciò che è al di fuori delle città d’arte. Si vorrebbe che l’accoglienza sia di qualità come nell’hotel di San Gimignano a due stelle, ma votato come migliore al mondo. Per quanto riguarda l’accoglienza c’è una legislazione regionale chiara che può essere discussa, è un’opportunità per tutte le realtà che già accolgono il pellegrino. Per quanto riguarda le regole da rispettare,  gli “ospitali” potrebbero essere messi nella tipologia dell’ ospitalità collettiva, come gli ostelli. Bonomi ha concluso suggerendo a tutte le realtà ecclesiali dell’accoglienza, una proposta affinché l’accoglienza povera diventi una tipologia particolare, come già avviene in Francia.

Fra i prossimi obiettivi ci saranno la definizione di protocolli uniformi per le credenziali e l’accoglienza, di  regole urbanistiche di salvaguardia del percorso, della mappatura geo-referenziata dei luoghi (da portarsi dietro, nel cellulare o nel palmare) in modo da poter sapere costantemente dove bere, mangiare, dormire, informarsi e cosa vedere tra monumenti, natura, percorsi alternativi. Poiché la Regione Toscana coordina le altre regioni italiane per la Francigena, l’esperienza dei 5-6 comuni della Valdelsa potrà costituire un progetto-pilota di sperimentazione, un modello di riferimento per l’intera Italia.


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